Tutti in pista con Giove, le Pleiadi e il Granchio
Con il cambiamento dell’orario e l’accorciarsi delle giornate avremo più ore di buio e maggiori possibilità di goderci i cieli stellati che questa stagione ci propone. Potremo iniziare a prendere confidenza con le costellazioni del Toro, dell’Auriga e con il maestoso Orione. Nella costellazione del Toro spiccano per importanza la nebulosa del Granchio e le Pleiadi. Vedremo Giove, Marte, Saturno e tanto altro ancora
Satelliti e antenne sotterranee: la caccia al Grb
Dai satelliti Integral e Xmm-Newton fino a Gaia, Solar Orbiter e BepiColombo, anche le missioni dell’Agenzia spaziale europea hanno osservato Grb 221009A, uno dei lampi di raggi gamma più potenti mai visti, scoperto lo scorso 9 ottobre. E si affacciano su questo campo anche gli appassionati, con le misure effettuate in banda radio dall’antenna – situata completamente sotto terra – degli Astrofili centesi
Resti spettrali d’una stella gigante nella rete del Vst
È un’immagine da 554 milioni di pixel e ci offre una visione estremamente dettagliata del resto della supernova delle Vele, chiamata così dal nome della costellazione australe a cui appartiene. Ben nove lune piene potrebbero stare in questa immagine, ottenuta con il telescopio dell’Inaf Vst dal sito del Paranal dell’Eso, in Cile. E l’intera nube è ancora più grande. A soli 800 anni luce dalla Terra, questo straordinario resto di supernova è fra i più vicini a noi noti
La Mond governa gli ammassi aperti?
Nel corso dell’analisi di alcuni ammassi stellari, un team internazionale di astrofisici ha fatto una scoperta sorprendente, che sfida le leggi della gravità di Newton. Le osservazioni sono invece coerenti con le previsioni di una controversa teoria alternativa della gravità, la Mond. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society
Marte mostra segni di attività geologica
Fino a oggi, Marte è stato generalmente considerato un pianeta geologicamente morto. Un team internazionale di ricercatori guidato dall’Eth di Zurigo riferisce ora che i segnali sismici registrati da InSight della Nasa indicano che il vulcanismo svolge ancora un ruolo attivo nel plasmare la superficie marziana






