Distruzione mareale, la morte può attendere
Quando un buco nero s’accomoda a tavola, non è detto che consumi l’intero pasto in una sola seduta. A volte possono passare mesi, se non anni, fra un morso e l’altro. Sono i cosiddetti eventi di distruzione mareale parziale, osservati nel cuore di due lontane galassie grazie ai dati raccolti con il telescopio spaziale Xmm-Newton dell’Esa. I risultati sono ora in corso di pubblicazione su The Astrophysical Journal Letters e su Astronomy & Astrophysics
Mixologia spaziale: il contest Esa dedicato a Juice
L’Agenzia spaziale europea ha lanciato il concorso Space Juice, dedicato alla nuova missione scientifica che partirà ad aprile alla volta di Giove e delle sue lune ghiacciate. Per partecipare, occorre creare una bevanda (non alcolica) a base di succhi di frutta, verdura, creme, caffè, bevande gassate o altro, ispirata ai temi della missione. E ci sono opportunità speciali per influencer esperti di succhi, bevande e mocktail
Restare pianeta pur bruciando deuterio
Già riuscire a vedere direttamente un esopianeta a 150 anni luce di distanza è un’impresa notevole. Ma arrivare addirittura a caratterizzarne l’atmosfera e a intuire che al suo interno sono in atto processi di fusione nucleare è un risultato che solo con strumenti eccezionali come lo spettrografo Gravity, abbinato al Very large Telescope in modalità interferometrica, è stato possibile ottenere
A metà strada fra noi e Andromeda
Una popolazione di vecchie RR Lyrae risiede a metà strada fra la Via Lattea e la vicina Andromeda. Appartiene all’alone della Via Lattea, ma riduce ancora di più il margine che separa la nostra galassia dal suo destino: quello di fondersi con Andromeda fra 10 miliardi di anni. E mette in discussione anche la definizione stessa del confine delle galassie, che dipende dall’estensione del proprio alone
Toi-700e, forza quattro
Si chiama Toi-700e ed è il quarto mondo scoperto, grazie alle osservazioni del satellite Tess della Nasa, in orbita attorno alla nana rossa Toi-700. È roccioso, ha dimensioni simili alla Terra e completa una rivoluzione ogni 27,8 giorni, il che lo posiziona all’interno della cosiddetta “zona abitabile ottimistica”. Con il commento di Franco Mallia dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino, che insieme a Giovanni Isopi e ad Aldo Zapparata ha contribuito alla scoperta
Brilla in cielo la cometa Ztf
Scoperta il 2 marzo 2022 dall’osservatorio di Monte Palomar, la cometa Ztf il 12 gennaio sarà alla minima distanza dal Sole di 166 milioni di km e il 1° febbraio sarà a soli 42 milioni di km dalla Terra. Fra fine gennaio e inizio febbraio la Ztf sarà visibile a occhio nudo nella regione di cielo in prossimità della stella Polare. Ecco come seguire al meglio il passaggio di questa cometa che proviene dalla periferia del Sistema solare






