LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE

Così gli asteroidi disegnarono la Terra

Una nuova ricerca della Curtin University basata sullo studio della composizione degli isotopi dell’ossigeno in cristalli di zircone rinvenuti nel cratone Pilbara, in Australia occidentale, ha fornito la prova più convincente che i continenti della Terra siano stati formati da impatti di meteoriti giganti, particolarmente diffusi durante i primi miliardi di anni della storia del nostro pianeta

FRA GLI OBIETTIVI, L’IMPIEGO DELLA LUNA COME STAZIONE DI RIFORNIMENTO

Artemis 1, un cubesat mapperà il ghiaccio lunare

Lunar IceCube è un piccolo satellite incluso nel payload a bordo della capsula Orion che verrà lanciata con lo Space Launch System della Nasa nella prima missione del programma Artemis. Il lancio è previsto per la fine di agosto. Lunar IceCube studierà il ghiaccio lunare e la distribuzione dell’acqua sulla Luna, raccogliendo dati per le future missioni di insediamento umano

EMETTE PARTICELLE A ENERGIE DECINE DI VOLTE SUPERIORI A QUELLE DI LHC

Un Pevatron per Fermi

Grazie al telescopio spaziale a raggi gamma Fermi della Nasa, analizzando 12 anni di dati, è stata individuata una sorgente di protoni a energie dell’ordine del milione di miliardi di elettronvolt: un residuo di supernova a 2600 anni luce di distanza, nella costellazione di Cefeo. Sembrerebbe trattarsi, quindi, di un Pevatron. Tutti i dettagli su Physical Review Letters

TRA GLI AUTORI ANCHE LA GEOLOGA ANNA MARIA FIORETTI (CNR)

Meteoriti: dal retro di un asteroide fino al suolo

Un’analisi di oltre seicento meteoriti provenienti dalla frammentazione dell’asteroide 2008 Tc3, schiantatosi 14 anni fa sopra il deserto del Sudan, ha svelato come queste piccole rocce riescano a sopravvivere alla violenta fase di meteora attraverso l’atmosfera. Lo studio indica che le porzioni localizzate sul lato posteriore di un asteroide in caduta verso il nostro pianeta hanno una maggiore possibilità di preservarsi e raggiungere il suolo

UN’ANTEPRIMA DEL DESTINO DELLA VIA LATTEA

Collisione galattica immortalata dal Gemini North

Una nuova immagine catturata dal telescopio Gemini North alle Hawaii rivela una coppia di galassie a spirale interagenti – Ngc 4568 e Ngc 4567 – mentre iniziano a scontrarsi e fondersi. Queste galassie sono intrappolate dal loro reciproco campo gravitazionale e alla fine si uniranno per formare un’unica galassia ellittica, tra circa 500 milioni di anni

COSÌ PARTONO I GETTI DAL DISCO DI ACCRESCIMENTO DI UNA STELLA IN FORMAZIONE

Istantanea di moti a spirale

Osservate, per la prima volta in maniera diretta, le linee di flusso di un “disk wind” magnetoidrodinamico, il vento che, secondo le previsioni teoriche, si origina dai dischi di accrescimento intorno a oggetti cosmici come stelle in formazione e buchi neri. A firmare la scoperta, pubblicata oggi su Nature Astronomy, un team internazionale guidato da Luca Moscadelli dell’Inaf, mediante le osservazioni radio di un’emissione “maser” dell’acqua nei pressi di una stella nascente realizzate con il Vlbi array, una rete globale di 26 radiotelescopi distribuiti tra l’Europa, l’Asia e gli Stati Uniti

LA CANDIDATURA ITALIANA HA AVUTO LA MEGLIO SU QUELLE DI MONTREAL E TEL AVIV

Roma capitale mondiale dell’astronomia nel 2027

L’Unione astronomica internazionale ha scelto Roma come sede per la 33esima assemblea generale della più grande società di astronomi professionisti al mondo. «Una scelta che testimonia il valore dell’astrofisica italiana», dice Marco Tavani, presidente Inaf, «e che permetterà alla comunità astronomica mondiale di conoscere ancora meglio le attività e iniziative della ricerca nel nostro Paese»