LA CHIOMA HA UNA FORMA ASIMMETRICA CHE RICORDA PAC-MAN

Esplosione sulla cometa Pons-Brooks

La notte del 20 luglio 2023, attorno alle 22 Ut, il nucleo della cometa periodica Pons–Brooks ha subito un outburst che ne ha aumentato la luminosità di cento volte. La cometa ora mostra una chioma asimmetrica in rapida espansione nello spazio. La Pons–Brooks non è nuova a eventi di questo tipo, ma è la prima volta che su questa cometa possono essere osservati con tecniche di indagine moderne

CON UN COMMENTO DI ALESSIO CARATTI O GARATTI (INAF), COAUTORE DELLO STUDIO

Acqua in un sistema planetario in formazione

Utilizzando il telescopio Webb di Nasa ed Esa, la collaborazione Minds – un team di ricerca guidato da Giulia Perotti dell’Istituto Max Planck per l’astronomia (Germania) e a cui partecipa anche l’Istituto nazionale di astrofisica – ha scoperto acqua nella regione interna di un disco di gas e polvere attorno alla giovane stella Pds 70, a circa 370 anni luce di distanza da noi. Oggi il risultato su Nature

LO STUDIO PUBBLICATO SU NATURE

Smascherata una nana bianca a due facce

Elio su un lato, idrogeno sull’altro. La particolare stella nana bianca è stata osservata per la prima volta con i telescopi del Palomar Observatory (California) da un team guidato da Ilaria Caiazzo del Caltech. ​​La sua peculiarità è probabilmente dovuta alla presenza di un campo magnetico, che crea una disomogeneità di temperatura, pressione o forza di miscelazione sulla superficie

IL SUO ESEMPIO RESTERÀ SEMPRE CON I SUOI AMICI E COLLABORATORI

Mario: competenza, dedizione e ironia

Questa mattina ci ha lasciati Mario Nonino, una grandissima perdita per tutta la comunità astronomica internazionale. Astronomo all’Inaf di Trieste, era una persona di immenso valore scientifico e professionalità, qualità a cui si affiancavano innata modestia, generosità e umanità. Su Media Inaf il ricordo di amici e colleghi

NELLE COLLISIONI IL SEGRETO DEL VOLTO GIOVANE DELLA SORELLA DELLA TERRA

Vulcanico Venere, surriscaldato da antichi impatti

Un modello delle prime collisioni avvenute su Venere, messo a punto da un team guidato da Simone Marchi del Southwest Research Institute (Usa) e pubblicato su Nature Astronomy, riesce a spiegare come il pianeta gemello della Terra sia riuscito a mantenere una superficie giovane nonostante la mancanza della tettonica a placche. L’alta velocità ed energia dei primi impatti ne avrebbe surriscaldato il nucleo, favorendo così un vulcanismo diffuso

SI ALLONTANANO DA DIMORPHOS A CIRCA UN CHILOMETRO ALL’ORA

Calcinacci d’asteroide dopo l’impatto con Dart

Grazie alla sua straordinaria sensibilità, il telescopio spaziale Hubble ha immortalato, attorno a Dimorphos, uno sciame di 37 macigni che potrebbero essersi staccati dalla superficie dell’asteroide a seguito della “scrollata” provocata dalla collisione con la navicella impattatrice Dart nel 2022. L’immagine è di grande aiuto per la ricostruzione degli effetti e dell’efficacia dell’impatto

SU NATURE ASTRONOMY LO STUDIO GUIDATO DA LAURA DI GESU DELL’ASI

Arrivano da Ixpe nuove scoperte sui blazar

Grazie a una serie di osservazioni in polarizzazione del blazar Markarian 421, il telescopio spaziale Ixpe – nato da una collaborazione tra la Nasa e l’Asi, con il contributo dell’Inaf e dell’Infn – è riuscito ad acquisire dettagli senza precedenti, confermando l’idea che «il plasma responsabile dell’emissione nei raggi X segua la struttura elicoidale del campo magnetico all’interno dei getti», spiega Dawoon Kim, coautore dello studio pubblicato su Nature Astronomy