CON UNA “BOLLA” AL POSTO DELLA SINGOLARITÀ

Non il solito buco nero: ecco il solitone topologico

L’oggetto emerso dalle simulazioni di tre ricercatori della Johns Hopkins è un’ipotetica costruzione matematica basata sulla teoria delle stringhe, e mostra come in teoria potrebbero esserci corpi celesti che “copiano” i buchi neri. Ne parliamo con uno dei tre autori dello studio pubblicato questa settimana su Physical Review D, il fisico teorico Emanuele Berti, della Johns Hopkins University

L’ARTICOLO È PUBBLICATO SU THE PLANETARY SCIENCE JOURNAL

Fetonte, una coda tutto sodio e niente polvere

Nuove osservazioni con la sonda Soho dell’asteroide Fetonte dipingono un quadro inatteso: la coda dell’asteroide, che si forma al passaggio al perielio per effetto del calore del Sole, sarebbe fatta di sodio e non di polvere. La scoperta apre nuove domande sulla formazione dello sciame meteorico delle Geminidi, per mano di Fetonte

LO STUDIO PUBBLICATO SU NATURE

Là dove nasce il getto del buco nero di M87

Un gruppo di ricercatori ha “fotografato” per la prima volta la struttura ad anello che rivela la materia che cade nel buco nero centrale, insieme al potente getto relativistico, nella radiogalassia Messier 87. Le immagini mostrano l’origine del getto e il flusso di accrescimento vicino al buco nero supermassiccio centrale. Fra gli autori dello studio ci sono anche Gabriele Giovannini e Marcello Giroletti dell’Inaf di Bologna

DIVORANO LE STELLE CHE SI AVVICINANO POCO PER VOLTA

Il pasto disordinato dei buchi neri intermedi

Se esistono, i buchi neri di massa intermedia probabilmente divorano le stelle che si avvicinano loro “a morsi”, ossia poco per volta. Alla fine, orbita dopo orbita, i resti della stella vengono lanciati a velocità elevate attraverso la galassia. Questo schema ripetuto si ritiene generi uno spettacolo di luci che dovrebbe aiutare gli astronomi a riconoscere e dimostrare l’esistenza di questi giganti nascosti nel cielo

L’AZIENDA ISPACE: «NON POSSIAMO CONFERMARE L’ALLUNAGGIO»

Luna, persi i contatti con il lander giapponese

Il lander Hakuto-R non risponde. Fallisce così il secondo tentativo di allunaggio da parte di un’azienda privata, dopo quello del lander israeliano Beresheet del 2019. Lo scorso gennaio il veicolo giapponese era arrivato a oltre 1,3 milioni di chilometri dalla Terra, una distanza record per una missione spaziale privata

GRAZIE ALLE OSSERVAZIONI NELL’INFRAROSSO DELLO STRUMENTO NIRSPEC

Il protoammasso più giovane l’ha trovato Webb

Avvistato da Hubble e confermato da Webb, con la collaborazione dell’ammasso di Pandora che ha agito come lente gravitazionale, il protoammasso di galassie più antico e più lontano dell’universo conta, a oggi, sette galassie. Si stava assemblando già circa 650 milioni di anni dopo il big bang. Ne parliamo con Benedetta Vulcani dell’Inaf di Padova, una fra le ricercatrici e i ricercatori dell’Inaf che hanno partecipato allo studio, guidato da Takahiro Morishita del Caltech

È UNA FUSIONE GALATTICA COMINCIATA CIRCA 700 MILIONI DI ANNI FA

Nel mirino di Webb, uno scontro tra titani

Un’altra sorgente si aggiunge al book fotografico del telescopio spaziale James Webb. Il suo nome è Arp 220: una gigantesca collisione galattica che si sta consumando a circa 250 milioni di anni luce dalla Terra