IL 13 MARZO I QUARANT’ANNI DAL FLYBY DELLA SONDA GIOTTO

Non fu Halley a scoprire che era la stessa cometa

Uno studio storico di Michael Lewis del British Museum e Simon Portegies Zwart del Leiden Observatory ha rivelato che la natura ricorrente della cometa di Halley era stata notata già nell’undicesimo secolo da un monaco inglese che ebbe la fortuna di osservarla due volte a distanza di 76 anni, nel 989 e nel 1066. All’astronomo inglese Edmond Halley va comunque il merito di averne calcolato l’esatta periodicità

LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

RR Lyrae come fari sulla formazione della Via Lattea

Grazie all’analisi fotometrica e spettroscopica di un catalogo di circa 300mila RR Lyrae, un team guidato da Giuseppe Bono dell’Università di Roma Tor Vergata è riuscito a selezionare cinematicamente le principali componenti galattiche e i principali stream stellari della nostra galassia e a mostrare la similarità fra i loro gradienti di metallicità e quello di Andromeda tracciato dagli ammassi globulari

IL NUMERO DI MONDI POTENZIALMENTE ABITABILI AUMENTEREBBE SIGNIFICATIVAMENTE

Attorno alle nane M e K, un’abitabilità oltre i confini

I limiti tradizionali della “zona abitabile” – l’intervallo di distanze orbitali entro le quali un pianeta dovrebbe consentire la presenza di acqua allo stato liquido in superficie – potrebbero essere troppo rigidi, sostiene uno studio pubblicato due settimane fa su The Astrophysical Journal prendendo in esame modelli di distribuzione del calore nel lato notturno dei pianeti rocciosi in blocco tidale

SVELATA LA VERA NATURA DELLA NANA BRUNA GAIA-6 B

Orbita estrema nel cuore del dragone

Un team internazionale a guida italiana, grazie ai dati del Telescopio nazionale Galileo e della missione Gaia, ha caratterizzato un raro oggetto substellare con un’orbita eccezionalmente eccentrica. Lo studio risolve un “enigma” astrometrico e apre nuovi interrogativi sulla formazione di questi corpi celesti

LETTO PER VOI

Ai confini dell’universo con Paolo Ferri

Il quinto libro di Paolo Ferri ha un sapore diverso dagli altri. È un viaggio nella storia dell’esplorazione umana del cosmo che attraversa tutte le fasi della conoscenza e tutte le fatiche del superamento dei limiti e dei confini che, nei secoli, si sono susseguiti e ci hanno spinti a vedere oltre. Fino ai confini dell’esplorazione spaziale, fino ai confini delle osservazioni, fino ai confini dell’universo stesso

SCOPERTA DAL NUOVO SPETTROGRAFO WEAVE DEL WILLIAM HERSCHEL TELESCOPE

Barra di ferro nella Nebulosa Anello

Una nube di atomi di ferro ionizzato mai vista prima è stata osservata all’interno della Nebulosa Anello. Le origini di questa struttura sono per ora ignote e richiedono ulteriori ricerche. È quanto emerge in uno studio guidato dalla University College London e dalla Cardiff University pubblicato la settimana scorsa su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

NELL’AMBITO DEI NASA HONOR AWARDS 2024

Tre ricercatori Inaf premiati dalla Nasa

Christina Plainaki, Federico Tosi e Roberto Sordini sono stati insigniti ieri di prestigiosi riconoscimenti dall’agenzia spaziale Usa. Ai primi due è andata la Nasa Exceptional Scientific Achievement Medal per contributi scientifici di rilievo alle missioni nel sistema gioviano, mentre il terzo è stato premiato con la Nasa Exceptional Public Achievement Medal per il lavoro svolto a supporto della missione Juno