STUDIARE L’ESPANSIONE DELL’UNIVERSO CON GRB E KILONOVE

Lampi di platino sulla costante di Hubble

Uno studio pubblicato su ApJ analizza alcune proprietà fondamentali di un nuovo campione di gamma ray burst (Grb) – il cosiddetto “Platinum sample” – e include per la prima volta alcuni casi di Grb associati alle kilonove. Secondo i risultati, questi esemplari speciali di Grb si collocano sul cosiddetto “piano fondamentale” con una dispersione molto inferiore rispetto agli studi precedenti, tanto da poter essere impiegati come candele standard per stimare i parametri cosmologici e l’espansione dell’universo. Media Inaf ha intervistato la prima autrice, Maria Giovanna Dainotti

PRODOTTI DAI BUCHI NERI SUPERMASSICCI

L’origine dei venti galattici al microscopio cosmico

Studiando un campione di galassie lontane, la cui luce ci arriva da un’epoca in cui l’universo aveva soltanto tre miliardi di anni, un team di ricercatori guidato da Giustina Vietri dell’Istituto nazionale di astrofisica ha seguito i venti che imperversano nelle galassie “attive” fino a pochi anni luce dai buchi neri supermassicci che popolano i centri galattici. Il nuovo studio dimostra come questi venti, che viaggiano a velocità di milioni di chilometri orari, possano influenzare il gas interstellare su scale di decine di migliaia di anni luce

LO STUDIO A GUIDA INAF È IN USCITA SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

Lampi radio e magnetar, il legame si fa più forte

Grazie all’analisi di una serie di dati d’archivio risalenti ai primi mesi del 2009 un team guidato e composto da ricercatori dell’Inaf, con colleghi dello Iuss di Pavia e del Gssi dell’Aquila, ha svelato lampi radio e nei raggi X quasi simultanei provenienti dalla magnetar 1E 1547.0–5408, rafforzando dunque l’associazione tra queste pulsar e i Fast Radio Burst

SPECIALE NOTTE DEI RICERCATORI: LA INAF CODE HUNTING GAME È ONLINE

Caccia al tesoro nei luoghi dell’astrofisica

Questa sera alle 21, nella cornice della Notte europea dei ricercatori, avverrà il lancio della prima Online Code Hunting Game dell’Inaf, sviluppata in collaborazione con Alessandro Bogliolo dell’Università di Urbino e lo spin-off universitario Digit srl. Siete invitati alla diretta della caccia al tesoro, per scoprire come si gioca insieme ai ricercatori dell’Inaf

COMPONENTI OSCURE ALL’ORIGINE DI UNA VIOLAZIONE DI PARITÀ

Indizi di una nuova fisica nei dati di Planck

Un nuovo metodo per la misura dell’angolo di polarizzazione della radiazione di fondo cosmico a microonde rilevata dal telescopio spaziale Planck dell’Esa ha consentito a due fisici giapponesi, Yuto Minami e Eiichiro Komatsu, di trovare un possibile segnale di violazione di parità dovuta alla materia oscura o all’energia oscura. Per una conferma occorreranno però ulteriori misure

DISFUNZIONI MITOCONDRIALI E DANNI DA PERMANENZA NELLO SPAZIO

Mitocondri, tallone d’Achille degli astronauti

Uno studio pubblicato ieri nella rivista Cell utilizza e combina diverse analisi “omiche” raccolte in decenni di esplorazione spaziale per comprendere gli effetti di microgravità e raggi cosmici sulla salute degli astronauti. Per la prima volta gli scienziati hanno individuato una causa sistemica che spiegherebbe diverse disfunzioni dell’organismo – dalla perdita di tessuto osseo e muscolare ai danni cardiovascolari: l’alterazione nella funzionalità mitocondriale. Questa nuova consapevolezza potrà guidare nuovi interventi nutrizionali e farmaceutici volti a migliorare le condizioni di salute e i rischi connessi alla permanenza nello spazio, soprattutto in vista di future missioni di lunga durata sulla Luna o su Marte

INTERVISTA A WILLIAN ABRAHAM DE SILVEIRA

Disfunzioni mitocondriali e patologie nello spazio

Uno studio pubblicato oggi nella rivista Cell mostra come, alla base di molte patologie spaziali – dalle atrofie fisiche alle malattie neurologiche, a disfunzioni dei singoli organi o del sistema cardivascolare – ci sia una alterazione nei processi fisiologici dei mitocondri. Lo studio si avvale di diversi tessuti e cellule raccolte da esperimenti dedicati nello spazio, di dati sul sangue e sulle urine degli astronauti e si appoggia all’enorme database GeneLab della Nasa. Media Inaf ha intervistato il primo autore dello studio, Willian Abraham da Silveira, ricercatore della Queen’s University Belfast