ESEGUITE IN VOLO HANNO QUALITÀ CONFRONTABILE CON QUELLE A TERRA

Radiografie nello spazio, ora si può

Durante una missione commerciale di SpaceX, lanciata il 31 marzo 2025, sono state eseguite le prime radiografie in orbita. Una possibilità fondamentale per le missioni di lunga durata, poiché i raggi X sono utili come metodo diagnostico per gli astronauti, ma anche per verificare le condizioni di componenti elettroniche e tute spaziali. I risultati sono stati pubblicati oggi su Radiology

PRODOTTE LE MAPPE PIÙ NITIDE MAI REALIZZATE DELL’IDROGENO NEUTRO

Il fantasma nel guscio di Orione

Un team guidato dall’Università di Vienna ha utilizzato Fast e il Vla per scoprire strutture nascoste all’interno della Nebulosa di Orione. I risultati rivelano la complessa relazione tra le regioni di formazione stellare e il loro ambiente, e suggeriscono che la nebulosa sia stata modellata da molteplici episodi di feedback stellare piuttosto che da una singola bolla in espansione

ANALIZZATO CON IL RADIOTELESCOPIO IRAM IL NUCLEO PRE-STELLARE L1544

Ancor prima che nasca una protostella

Osservata per la prima volta la differenza di velocità tra ioni e molecole neutre in un nucleo pre-stellare, evidenziando così il fenomeno della diffusione ambipolare: gli ioni vengono rallentati dal campo magnetico rispetto alle molecole neutre, facilitando il collasso gravitazionale. Abbiamo intervistato Silvia Spezzano, seconda autrice dello studio, pubblicato venerdì scorso su Astronomy & Astrophysics

UN ESPERIMENTO DEL CUNY ASRC PUBBLICATO SU NATURE

L’energia dei buchi neri, senza il buco nero

Da un oggetto in rapida rotazione un’onda può estrarre energia e uscirne amplificata: è la superradianza, teorizzata da Penrose e Zel’dovich e prevista per i buchi neri rotanti, ma finora quasi impossibile da osservare a causa delle velocità richieste. Un gruppo di ricerca ci è riuscito senza far ruotare nulla, modulando nel tempo un anello di risonatori che simula una rotazione sintetica ultraveloce

IL COLORE DEL GUANO RIVELA COME CAMBIA L’ANTARTIDE

Spiare i pinguini dallo spazio

Un team di ricercatori della Clemson University ha studiato le caratteristiche e la distribuzione del guano delle colonie di pinguini di Adelia in tutta l’Antartide, su un arco di 30 anni, utilizzando le immagini satellitari Landsat della Nasa. Si tratta della prima ricerca in grado di catturare le tendenze della rete alimentare e della popolazione su scala continentale e decennale in relazione al cambiamento climatico

STUDIO PUBBLICATO SUL JOURNAL OF ASTRONAUTICAL SCIENCES

A caccia dei più piccoli e pericolosi detriti spaziali

Uno studio internazionale guidato dall’Università di Warwick ha individuato alcuni dei più piccoli detriti mai osservati nell’orbita geosincrona, rivelando numerosi oggetti finora sconosciuti. I risultati contribuiranno a migliorare il monitoraggio dei detriti spaziali e la sicurezza dei satelliti che forniscono servizi essenziali sulla Terra

È IMPRESSIONANTE LA LISTA DEGLI ITALIANI CHE HANNO OCCUPATO POSIZIONI CHIAVE

Giovanni Caprara racconta la storia del Cern

Usare la scienza per costruire la pace. È questa l’idea portante che, all’inizio degli anni ’50, ha spinto alcuni fisici visionari a far nascere nascere il Cern. La sua storia è raccontata da Giovanni Caprara nel libro “I conquistatori dell’invisibile”. Ve ne proponiamo – con il consenso dell’autrice – la recensione dell’astrofisica Patrizia Caraveo pubblicata due settimane fa sul Sole24Ore