FONDAMENDATALI LA RISOLUZIONE E LA SENSIBILITÀ DELLO SPETTROGRAFO GHOST

Quella volta che una nube eclissò una stella

Uno studio guidato dalla Johns Hopkins University di Baltimora ha scoperto che una nube di gas ricca di metalli è responsabile dell’occultazione della stella J0705+0612, fenomeno che si è ripetuto tre volte negli ultimi novant’anni. La nube, che ha una struttura a disco, orbita attorno a un oggetto di natura ignota situato nella periferia del sistema planetario della stella. I dettagli su The Astronomical Journal

UN PIONIERE NELLO STUDIO DEI GAMMA RAY BURST

In memoria di Corrado Bartolini

Corrado Bartolini, per 42 anni docente di astronomia all’Università di Bologna, è venuto a mancare lo scorso 9 dicembre. Lo ricorda oggi su Media Inaf l’amico e collega Giuseppe Greco, insieme ad Antonio De Blasi, Graziella Pizzichini, Flavio Fusi Pecci e Gregory Beskin

IN ATTESA DI NUOVE MISURE CON IL SATELLITE LITEBIRD

La birifrangenza cosmica e le sue ambiguità

Verificare se la polarizzazione della radiazione cosmica di fondo è cambiata nel tempo – determinare, cioè, la birifrangenza cosmica – potrebbe rivelarsi cruciale per saperne di più sulla natura dell’energia e della materia oscura. Un nuovo studio propone un metodo per risolvere un problema intrinseco alla misura della birifrangenza. Con i commenti di Alessandro Gruppuso dell’Inaf di Bologna

PRIMORDIALI, ESPLOSIVI E DOTATI DI CARICA OSCURA

Buchi neri quasi estremi per neutrini da record

Uno studio di quattro ricercatori della University of Massachusetts ad Amherst, in uscita su Physical Review Letters, mostra come esplosioni di ipotetici buchi neri primordiali dotati di “carica oscura” potrebbero spiegare sia l’emissione di neutrini ad altissima energia come quello registrato nel 2023 da Km3Net sia l’esistenza della materia oscura

LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Il deserto dei Tatooine? Tutta colpa di Einstein

Secondo uno studio guidato dalla University of California, Berkeley, all’origine dell’assenza di esopianeti attorno a coppie di stelle in orbita stretta – il cosiddetto “deserto dei Tatooine” – ci sarebbero gli effetti della relatività generale, che renderebbero le orbite planetarie instabili fino a provocare la distruzione o l’espulsione dei pianeti dal sistema

LO STUDIO GUIDATO DAL TECHNION

Raggi cosmici nell’occhio di Webb

Misurata per la prima volta in modo diretto l’azione dei raggi cosmici all’interno di una nebulosa di formazione stellare. I dati sono stati raccolti dal telescopio spaziale James Webb osservando Barnard 68, una nebulosa oscura a 400 anni luce dalla Terra. I risultati sono stati pubblicati ieri in due articoli su Nature Astronomy e The Astrophysical Journal. Fra gli autori, Marco Padovani dell’Inaf di Arcetri

AUMENTA LA POPOLAZIONE DI GALASSIE PRIMORDIALI

MoM-z14, la galassia più lontana di tutte

Il limite dell’universo osservabile si sposta un po’ più in là, con la nuova ultima scoperta del telescopio spaziale James Webb. Si tratta della galassia brillante MoM-z14, presente già 280 milioni di anni dopo il Big Bang. A confermare la distanza con dati spettroscopici è uno studio, guidato dal Kavli Institute for Astrophysics and Space Research del Mit, pubblicato nell’Open Journal of Astrophysics