UN NUOVO METODO PER RILEVARE LE ONDE GRAVITAZIONALI

Le pulsar ci svelano il respiro dello spazio-tempo

Dai dati raccolti in oltre 25 anni da sei dei radiotelescopi più sensibili del mondo, fra cui il Sardinia Radio Telescope dell’Inaf, emergono i segni distintivi dell’esistenza di onde gravitazionali a bassissima frequenza. Una scoperta che apre una nuova finestra osservativa nella scienza delle onde gravitazionali, e conferma l’esistenza di onde gravitazionali ultra lunghe generate, secondo le teorie, da coppie di buchi neri supermassicci durante il processo di fusione fra due galassie

PUBBLICATO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

I connotati d’un gigante gassoso

Monossido di carbonio, monossido di zolfo e monosolfuro di silicio: sono le tre specie chimiche scoperte da un team di ricercatori all’interno del disco protoplanetario di Hd 169142, una giovane stella distante 374 anni luce dalla Terra. Individuate spulciando nei dati d’archivio di Alma, secondo gli autori, sarebbero le firme chimiche più convincentI mai ottenute della formazione di un protopianeta

NELLA COSTELLAZIONE DELL’ORSA MINORE, A 520 ANNI LUCE DA NOI

All’inferno e ritorno: Halla, il pianeta sopravvissuto

Halla, alias 8 Ursae Minoris b, è un pianeta che non dovrebbe esistere: orbita infatti all’interno di una regione inglobata dalla stella al centro del sistema nell’epoca in cui è stata una gigante rossa. Eppure è lì. Com’è possibile? Lo abbiamo chiesto ad Amalie Stokholm, ricercatrice all’Università di Bologna e associata Inaf, coautrice dell’articolo che oggi su Nature riporta la scoperta

LA NEBULOSA “GATTO SORRIDENTE” IMMORTALATA IN UN’IMMAGINE DELL’ESO

Uno Stregatto sul cielo di Paranal

Catturata dal Vst (VltSurvey Telescope), un telescopio dell’Inaf installato in Cile all’Osservatorio di Paranal dell’Eso, questa spettacolare immagine dalle sembianze feline mostra la nebulosa Sh2-284, una regione di formazione stellare con, al centro, un ammasso di giovani stelle. I brillanti colori arancione e rosso sono dovuti alla ionizzazione dell’idrogeno gassoso contenuto nella nebulosa

CON UN COMMENTO DI GIOVANNI SABATINI DI INAF

Alma indaga l’origine delle stelle massicce

In un recente studio pubblicato su The Astrophysical Journal, un team internazionale di ricercatori, osservando un esteso campione di nuclei all’interno di nubi interstellari, ha suggerito la necessità di nuovi modelli per spiegare l’evoluzione delle stelle massicce. Il team ha inoltre osservato che i progenitori di questo tipo di stelle potrebbero essere i nuclei più densi, piuttosto che quelli più massicci

DALLA CORNELL UNIVERSITY, UNO STUDIO SU LP 890-9C

Terra calda o giovane Venere, questo è il dilemma

Lp 890-9c è una super-terra situata nel bordo interno della zona abitabile della sua stella, la nana rossa Lp 890-9. Per comprendere se questo pianeta e in generale altri mondi simili situati in questa zona siano in grado di ospitare la vita, un team di ricercatori della Cornell University ha studiato la sua atmosfera utilizzando dei modelli evolutivi climatici. I risultati dello studio sono pubblicati su Mnras Letters

ANNUNCIATI I VINCITORI DEL CONCORSO #COSMICMISTERY DELL’ESA

Disco dance per l’universo oscuro

Selezionate le migliori creazioni artistiche ispirate alle percentuali 5–25-70 dell’universo conosciuto, della materia e dell’energia oscura e dedicate alla missione Euclid, in partenza il primo luglio. Vince il video-disegno della danese Mette Bybjerg Brock, secondo posto per due opere dall’Italia e una menzione speciale per la hit dance spaziale dell’italiano Kevin Wolz