LO STUDIO È PUBBLICATO SU PNAS

Quando l’oro cade dal cielo

Nuove simulazioni che vedono la formazione della Terra attraverso continue collisioni con planetesimi sono riuscite a riprodurre anche l’abbondanza nel mantello di elementi pesanti simili al ferro, come l’oro, il renio e gli elementi del gruppo del platino. Con le spiegazioni dell’autore Simone Marchi

LO STUDIO È PUBBLICATO SU GEOPHYSICAL RESEARCH LETTERS

Niente fulmini su Venere

Venere potrebbe essere un luogo leggermente più mite di quanto si pensi. In una nuova ricerca, i fisici della Cu Boulder si sono addentrati nel dibattito di lunga data sulla presenza o meno di fulmini sul gemello della Terra. Basandosi sulle osservazioni di Parker Solar Probe delle cosiddette whistler waves, onde radio a bassa frequenza, sono arrivati a concludere che probabilmente su Venere non ci sono fulmini

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE ASTRONOMY

La pulsar della Vela, la pulsar di Hulk

Utilizzando Hess, uno dei principali osservatori per astronomia gamma, un team di ricercatori ha rilevato i raggi gamma con l’energia più alta mai registrata emessi da una pulsar, pari a 20 tera-elettronvolt, ovvero 20mila miliardi di volte l’energia dei fotoni di luce che riescono a vedere i nostri occhi. Un risultato che richiede un ripensamento sul modo in cui funzionano questi acceleratori naturali

DATI INEDITI SU STELLE, ASTEROIDI E LENTI GRAVITAZIONALI

Una nuova valanga di informazioni da Gaia

La missione spaziale Gaia dell’Esa raggiunge oggi un nuovo traguardo, mettendo a disposizione degli scienziati di tutto il mondo una moltitudine di dati inediti, una vera e propria miniera di conoscenze sulla nostra galassia e oltre. Il catalogo di Gaia si arricchisce così delle informazioni su mezzo milione di nuove e deboli stelle concentrate nell’ammasso globulare Omega Centauri, di oltre 380 possibili lenti gravitazionali cosmiche e delle posizioni di oltre 150 mila asteroidi all’interno del Sistema solare

I RISULTATI SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Omega Centauri nell’occhio di Gaia

Con la pubblicazione del nuovo catalogo di dati, il satellite europeo Gaia apre una nuova finestra sulla Galassia, mettendo a disposizione della comunità scientifica la misura di più di mezzo milione di stelle nascoste nel cuore dell’ammasso globulare Omega Centauri. Cosa ha scoperto Gaia in questo ammasso? Lo abbiamo chiesto ad Antonella Vallenari, astronoma dell’Inaf di Padova

I RISULTATI SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Gaia traccia 150mila asteroidi al millisecondo d’arco

Non solo stelle, nella nuova release di dati di Gaia – la Focused Product Release – resa pubblica oggi dall’Esa: ci sono anche misure ultra precise – frutto di 66 mesi di osservazioni – delle orbite di 156792 asteroidi, fra i quali oltre quattrocento near-Earth. Ne parliamo con Aldo Dell’Oro dell’Inaf di Arcetri, responsabile del trattamento dei segnali di asteroidi al livello dei singoli Ccd del piano focale di Gaia.

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE PHYSICS

Osservati in real time gli eccitoni di Hubbard

Un gruppo di ricercatori del Caltech riferisce di aver rilevato eccitoni che non sono legati dalle forze di Coulomb ma piuttosto dal magnetismo: gli eccitoni di Hubbard. Si tratta del primo esperimento per rilevare come si formano in tempo reale questi eccitoni. I risultati potrebbero avere importanti applicazioni nello sviluppo di nuove tecnologie legate agli eccitoni, la cosiddetta eccitonica