TREDICI MILIARDI D’ANNI FA GIÀ LA SUA LUCE TREMOLAVA

Ecco il più antico quasar sfarfallante

Fino al 2024 era considerato il quasar più luminoso conosciuto nell’universo primordiale. Secondo un nuovo studio guidato dal Mit e basato sui dati d’archivio della missione Neowise, J0439+1634 è ora il quasar variabile più antico mai osservato. Scoperto in un’epoca in cui l’universo aveva appena 850 milioni di anni, la sua luminosità varia nel tempo: un fenomeno mai rilevato prima in un oggetto così distante

SCOPERTO UN MECCANISMO CHE UNISCE LE PROTOSTELLE

L’attrazione magnetica delle stelle binarie

Nuove simulazioni condotte con diversi supercomputer da un team di ricercatori giapponesi mostrano come i campi magnetici interstellari siano la chiave che permette alle protostelle di avvicinarsi e aggregarsi rapidamente in sistemi binari. Lo stesso meccanismo potrebbe spiegare anche come i buchi neri massicci riescano a fondersi nel cuore delle galassie

LANCIO IN PROGRAMMA PER LA SECONDA METÀ DEL 2027

Sarà Luca Parmitano il pilota di Artemis III

Annunciato oggi dalla Nasa l’equipaggio della missione Artemis III: ci sarà anche l’astronauta dell’Esa Luca Parmitano, in qualità di pilota. L’Esa metterà inoltre a disposizione il suo terzo modulo di servizio europeo per questo volo di prova, nell’orbita terrestre, fondamentale per l’obiettivo della missione di testare le capacità di rendezvous e attracco in vista delle future missioni di allunaggio

ESPULSO A 90MILA CHILOMETRI AL SECONDO

Vento record soffia dal cuore d’un quasar

Con una velocità di 90mila chilometri al secondo, pari al 30 per cento della velocità della luce, è il vento più rapido mai rilevato nell’ultravioletto nelle vicinanze di un buco nero supermassiccio. A scoprirlo, utilizzando i dati della quarta e quinta campagna osservativa condotta nell’ambito della Sloan Digital Sky Survey, è stato un team di ricerca guidato dalla canadese York University

TUTTI I DETTAGLI SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Euclid inizia a mappare la materia oscura

Pubblicata la prima mappa della materia oscura in un ammasso di galassie a partire dai dati del telescopio spaziale Euclid. Il lavoro, basato su osservazioni di 50mila galassie nel campo di Abell 2390, ricostruisce la distribuzione di massa totale dell’ammasso attraverso il fenomeno del lensing gravitazionale debole, dimostrando il potenziale della missione per tracciare la presenza della materia oscura nell’universo

LO STUDIO DI BONANNO (INAF) E GLAVIANO (UNI CATANIA)

Limiti alle “quinte forze” dalla gravità quantistica

Le ipotetiche “quinte forze” della natura, che potrebbero modificare su piccole scale la legge di gravità formulata da Newton, sembrano essere più circoscritte del previsto. Nell’ambito di un particolare scenario di gravità quantistica, sarebbe la stessa richiesta di coerenza della teoria ad alte energie a scartare una serie di possibilità, indipendentemente dai dati sperimentali. Lo studio su Physical Review Letters

OSSERVATA CON ALMA UNA CAVITÀ SCAVATA DAL MATERIALE IN USCITA DA SGR A*

L’ombra del vento del buco nero centrale

Una gigantesca cavità a forma di cono, lunga circa trentamila miliardi di chilometri e ampia 45 gradi, rivela per la prima volta la presenza di ciò che gli scienziati cercavano da oltre mezzo secolo: un vento attivo in uscita da Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, la Via Lattea. La scoperta è firmata da due ricercatori della Northwestern University. Tutti i dettagli su ApJL