IL SATELLITE DELLA NASA EREDE DI BEPPOSAX

10 anni di Swift

Il 20 novembre 2004 veniva lanciato da Cape Canaveral l’Osservatorio SWIFT. Si tratta di una missione NASA, con forte partecipazione italiana (ASI ed INAF) ed inglese, nata sulla scia del successo di BeppoSAX per studiare i lampi gamma grazie ad un approccio multilunghezze d’onda

GIÀ TEORIZZATI SONO STATI RILEVATI AL CERN

Scoperti due nuovi barioni

Ci sono due nuovi arrivi nello ‘zoo’ delle particelle elementari: sono due particelle gemelle difficilissime da catturare perché decadono molto rapidamente. Sono state scoperte dall’acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (LHC) del Cern di Ginevra, e confermano la teoria di riferimento della fisica contemporanea, il Modello Standard

IL CERN APRE IL PORTALE OPEN DATA

LHC per tutti

Il CERN di Ginevra ha lanciato il portale Open Data, nel quale per la prima volta saranno pubblicati i dati di alto livello, cioè non grezzi ma già elaborati per renderli fruibili, prodotti nelle collisioni degli esperimenti di LHC

SU OSSERVAZIONI DEL TELESCOPIO HUBBLE

Le stelle mancanti degli ammassi globulari

Un recente studio pubblicato su The Astrophysical Journal sugli ammassi globulari della Galassia Nana della Fornace spinge gli astrofisici a rivedere le moderne teorie di evoluzione delle popolazioni stellari

SENSORI DIREZIONALI E OSSERVAZIONI PERIODICHE

Cercare la materia oscura un po’ più in alto

A seconda delle proprietà delle particelle che costituiscono la materia oscura, i rivelatori posti in profondità possono risultare più o meno efficaci. Due fisici danesi avanzano una nuova proposta: rilevazioni ogni dodici ore e bersagli orientabili. Il commento di Antonio Masiero, vicepresidente dell’INFN

UNO STUDIO SU DATI VLT DELL’ESO

Il bizzarro allineamento dei quasars

No questo non è Voyager né tantomeno Kazzenger. Si tratta dell’ESO, lo European Southern Observatory. Però il titolo sembra proprio di Voyager, solo che non c’è la cintura di Orione e le piramidi egiziane: Bizzarro allineamento dei quasar su distanze di miliardi di anni luce. L’opinione di Andrea Ferrara

QUANDO RALLENTANO LA LORO ROTAZIONE

Buchi neri col turbo

Ci sono ‘motori’ nell’universo capaci di rilasciare enormi quantità di energia con un’efficienza straordinaria: buchi neri in rapidissima rotazione che, quando rallentano, possono arrivare a convertire fino al 29 per cento della loro massa in energia. Energia che alimenta i potentissimi getti di particelle emessi dai loro poli. Questi i risultati di uno studio condotto da ricercatori italiani, guidati da Gabriele Ghisellini dell’INAF e pubblicato nell’ultimo numero della rivista Nature