HARPS-N AL TNG SCOPRE IL PIÙ VICINO ALLA TERRA

Roccioso e a soli 23 anni luce

Un pianeta roccioso transitante, che eclissa ad intervalli regolari il disco della propria stella madre. Il suo anno, ovvero il periodo orbitale, dura appena tre giorni, il che rende la sua temperatura incandescente. Non è esattamente un gemello della Terra in senso stretto quindi, ma comunque un oggetto raro e prezioso per gli astronomi

UNO SPECIALE SU SCIENCE

Philae ci svela le comete

Tra il 12 e il 15 novembre scorso la sonda Philae è riuscita a raccogliere informazioni preziose, che ci stanno permettendo di svelare composizione e geologia del nucleo della cometa 67P con un dettaglio senza precedenti. Sulla rivista Science esce uno speciale dedicato ai risultati forniti da queste intense ore di lavoro della sonda

LE IMMAGINI SCATTATE DA HUBBLE

Nebulose mozzafiato

La maggior parte delle visioni mozzafiato dell’Universo sono create dalle Nebulose, calde e brillanti nubi di gas. L’immagine che ci mostra oggi Hubble, il telescopio spaziale più celebre al mondo, è quella del centro della Nebulosa Laguna

IL VETERANO PARTIRA’ NEL 2017

L’ASI sceglie Nespoli per la ISS

Nel 2017, quando la Stazione Spaziale Internazionale tornerà ad accoglierlo dopo la missione del 2010/2011, avrà compiuto (o mancherà poco) 60 anni. Si tratta di Paolo Nespoli, classe 1957. Sarà lui il prossimo astronauta italiano ad andare nello spazio a due anni dal rientro di Samantha Cristoforetti

MISSIONE CLASSE M PER L’ESA

Il “martello” di THOR per studiare il plasma

Su Media INAF la seconda puntata del racconto dei tre progetti scientifici sopravvissuti alla penultima fase per la selezione della missione spaziale che l’ESA manderà in orbita nel 2025. Dopo Ariel, affrontiamo la Turbulence Heating ObserveR. Seguite gli aggiornamenti su XIPE nelle prossime settimane

DALLO STUDIO DEGLI AMMASSI GLOBULARI

Fabbriche cosmiche di buchi neri binari

Un gruppo di astrofisici della Northwestern University ha realizzato una serie di simulazioni numeriche per verificare come un ammasso globulare possa produrre nel corso della sua vita coppie di buchi neri. I risultati suggeriscono che sarà possibile ‘captare’ almeno 5 volte più processi di collisione di buchi neri rispetto a quanto previsto, mediante la rivelazione delle onde gravitazionali. Lo studio è pubblicato su Physical Review Letters

DECADIMENTO DELL’ELEMENTO IN GAMMA

Alluminio: custode dei segreti del cosmo

Un nuovo passo avanti nella comprensione dei processi di nucleosintesi all’interno delle stelle. E’ quanto ottenuto grazie ad un nuovo studio dei fisici dell’Università di York, che getta nuova luce sul ruolo che le stelle massicce hanno svolto durante la formazione del Sistema Solare e svolgono tutt’oggi nell’evoluzione della Via Lattea.