SCOPERTA GRAZIE AL TELESCOPIO VISTA DELL’ESO

Una componente sconosciuta della Via Lattea

Una componente della Via Lattea prima sconosciuta. E’ quanto hanno scoperto alcuni astronomi utilizzando il telescopio VISTA all’Osservatorio dell’ESO al Paranal. Mappando le posizioni di alcune stelle variabili appartenenti alla classe nota come Cefeidi, hanno trovato, nel rigonfiamento centrale, un disco di stelle giovani nascosto dietro a spesse nubi di polvere

IL CASO MRK 335

Espulsione coronale da un buco nero

Grazie ad una serie di osservazioni realizzate dai satelliti Swift e NuSTAR gli astronomi hanno potuto studiare in dettaglio un buco nero supermassiccio durante le fasi di una gigantesca emissione di radiazione di alta energia. I risultati, pubblicati su MNRAR, suggeriscono che l’enorme brillamento X rivelato dai telescopi spaziali è stato causato dall’espulsione della corona

IN OCCASIONE DELL’ANNO DELLA LUCE

La luce in astronomia

“Light in Astronomy”. Questo il titolo della manifestazione nazionale ideata dagli astronomi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica per celebrare l’Anno Internazionale della Luce. Per la settimana dall’8 al 15 novembre, numerose strutture INAF sul territorio nazionale hanno in preparazione eventi speciali, mostre, conferenze, osservazioni notturne e diurne ai propri telescopi

LE TRACCE NEI GHIACCI DI GROENLANDIA E ANTARTIDE

Antiche catastrofiche tempeste solari

Ricercatori delle Università svedesi di Lund e Uppsala hanno pubblicato oggi uno studio su Nature Communications che dimostrerebbe come più di mille anni fa la Terra fu colpita da due tempeste solari di enormi proporzioni, ben più potenti dei fenomeni che si sono potuti misurare fino ad oggi. Le evidenze provengono dalle analisi dei carotaggi effettuati sui ghiacci di Groenlandia e Antartide. Il commento di Mauro Messerotti (INAF)

UN NUOVO MODELLO DI FORMAZIONE PLANETARIA

Pianeti interni? Cresciuti a suon di sassolini

Proposto da Hal Levison e i suoi collaboratori in un articolo sulla rivista PNAS, un nuovo modello che descrive la formazione dei pianeti di tipo terrestre nel nostro Sistema solare, che sembra risolvere la controversia del perché Marte possieda una massa nettamente inferiore a Terra e Venere. Il commento di Diego Turrini (INAF)

INGRESSO PREVISTO SULL’OCEANO INDIANO

Detriti spaziali visti da vicino

Un team internazionale di scienziati è riuscito a prevedere, per la prima volta, quando e dove entrerà nella nostra atmosfera un frammento di detriti spaziali. Non è ancora chiaro se si tratti di un oggetto di origini artificiali o naturali, ma sono state pianificate osservazioni che permetteranno di ricostruire la sua storia nel dettaglio. L’ingresso in atmosfera è previsto per il 13 novembre sopra l’Oceano Indiano