DA SIMULAZIONI RELATIVISTICHE 3D

Getti di breve durata

Recenti simulazioni dei getti generati dai buchi neri supermassicci, che risiedono nei nuclei galattici attivi, tentano di spiegare come mai alcuni appaiono così potenti, simili a fari brillanti visibili da enormi distanze cosmiche, mentre altri sono più deboli e non raggiungono mai l’alone della galassia, un problema noto come dicotomia Fanaroff-Riley. I risultati su MNRAS

LO STUDIO SU MNRAS

Buchi neri (non tanto) supermassicci

Uno studio presentato di recente sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society dimostra che i buchi neri supermassicci, la cui mole è in genere stimata in base alla massa totale della galassia ospite e dal moto delle stelle nei dintorni, potrebbero essere meno massicci di quanto pensavamo. Il risultato avrebbe implicazioni sui segnali di onde gravitazionali provenienti da questi mastodontici oggetti

A 30 ANNI DALLA TRAGEDIA DEL CHALLENGER

L’effetto antidetonante di gocce d’idrogeno

L’eredità dello Shuttle Challenger, distrutto una fredda mattina di 30 anni fa poco dopo il decollo, è anche quella di ispirare la ricerca di soluzioni per migliorare la sicurezza del volo spaziale. Il centro di ricerche Ames della NASA ha indagato un aspetto poco conosciuto nella combustione idrogeno-ossigeno che spinge i lanciatori attuali: l’effetto di goccioline d’idrogeno

LEAVE OR REMAIN? ANCHE LA SCIENZA S’INTERROGA

Brexit, un astrofisico italiano a Cambridge

Manca una settimana al referendum che deciderà se il Regno Unito resterà o meno nell’Unione europea. Quali conseguenze potrebbe avere, per la scienza, la sua eventuale uscita? Se l’è domandato ieri Nature, e lo chiede oggi Media INAF a Roberto Maiolino, professore d’astrofisica a Cambridge

DIALOGHI FRA ASTRONOMI E STORICI DELL’ARTE

IncASTRI d’arte a Napoli

Quest’estate, dal 16 giugno al 28 luglio, l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte dell’INAF e il Polo museale della Campania hanno promosso IncASTRI, un ciclo di sei incontri nei principali musei della città per conversare di arte e di astronomia

LO STUDIO SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

M67, là dove orbitano i giganti caldi

Un team internazionale di astronomi – fra i quali tre astrofisici dell’INAF – ha trovato un eccesso sorprendente di gioviani caldi nell’ammasso stellare Messier 67. Il risultato è stato ottenuto anche grazie al nostro Telescopio Nazionale Galileo alle Canarie

LO SPETTROGRAFO ITALIANO SU JUNO

JIRAM a caccia di aurore gioviane

Alberto Adriani dell’INAF-IAPS di Roma è il responsabile scientifico di uno tanti strumenti montati a bordo della sonda della NASA che il 4 luglio raggiungerà l’orbita del quinto pianeta del Sistema solare. Proprio questa speciale macchina fotografica all’infrarosso ci regalerà dettagli sorprendenti sulle aurore e sull’atmosfera superficiale del pianeta gigante.