LA SONDA NASA IN VISTA DELLA META

JUNO, alla scoperta dei segreti di Giove

La sonda NASA Juno, lanciata nell’agosto del 2011 nel quadro del programma New Frontiers, è arrivata in vista della sua meta: Giove, il pianeta più grande del Sistema solare, di cui ci aiuterà a capire origine ed evoluzione. Grazie alla sequenza programmata di accensione dei razzi, Juno andrà a inserirsi il prossimo 4 luglio in un’orbita polare, con un periodo di 11 giorni, rispetto al pianeta gigante. Fra le sonde alimentate a energia solare, è quella che si è spinta più lontano dalla nostra stella madre. La missione prevede il completamento di 32 orbite attorno a Giove prima della sua conclusione, prevista per il 2017. E anche attorno a Giove l’Italia c’è

MISURATO GRAZIE AD ALMA

L’ossigeno più vecchio dell’universo

Pubblicato su Science uno studio sulla rilevazione con il radiotelescopio ALMA del segnale dell’ossigeno ionizzato in una remotissima galassie primordiale, formatasi all’epoca della cosiddetta reionizzazione. Secondo gli autori dello studio, è un passo in avanti per capire che tipo di oggetti abbiano causato la reionizzazione cosmica, ma anche per comprendere meglio la natura delle prime stelle e come si siano formate le galassie

SCOPERTO GRAZIE ALLE OSSERVAZIONI DI PAN-STARRS 1

La danza del quasi-satellite terrestre

Si chiama 2016 HO3 e mentre orbita attorno al Sole ruota anche attorno al nostro pianeta. Ecco dunque che è stato classificato come quasi-satellite della Terra. A differenza di altri oggetti simili, è un compagno di viaggio molto più stabile, e ci scorterà ancora per molti secoli

ECCO COME SI SONO ATTIVATI GLI ASTROFISICI

Fusioni di buchi neri, a volte ritornano

Cosa c’è di diverso, e cosa di uguale, rispetto all’evento del settembre scorso? E quali le implicazioni di questa seconda osservazione per l’astrofisica? Media INAF lo ha chiesto al responsabile del progetto GRAWITA, Enzo Brocato, dell’Osservatorio astronomico di Roma

CAPTATE DA LIGO LA NOTTE FRA IL 25 E IL 26 DICEMBRE

Onde gravitazionali sotto l’albero di Natale

LIGO e VIRGO annunciano l’osservazione del secondo evento. A produrlo, la fusione di due buchi neri, avvenuta 1,4 miliardi di anni fa, di 14 e 8 masse solari. Fulvio Ricci (INFN): «Più leggeri di quelli del precedente segnale, siamo stati in grado di seguirne l’evoluzione per più tempo»

FRENATA LA FORMAZIONE PLANETARIA

Stelle gracili, ma esuberanti in raggi X

Stelle più piccole e molto meno luminose del Sole consentono di fotografare direttamente un eventuale pianeta presente nella loro zona abitabile. Ma uno studio a partecipazione italiana ha scoperto che purtroppo, da giovanissime, queste stelle gracili tendono a spazzare via l’anello di formazione planetaria attorno a loro con un’intensa emissione in raggi X. Fra le autrici della ricerca, Beate Stelzer dell’INAF Palermo

VISTO DA ALMA NELLA STELLA TW HYDRAE

Metanolo nel disco protoplanetario

L’alcol metilico, un derivato del metano, è una fra le molecole organiche complesse più grandi che siano finora state identificate in questi dischi. Questa è la prima rilevazione in una fase gassosa fredda significa che la chimica del ghiaccio può essere esplorata nel dischi