GIOVE È PRONTO PER JUNO

Aurore in primo piano per Hubble

Hubble osserva e misura le aurore gioviane aspettando l’imminente arrivo della sonda che si dedicherà anche alle proprietà del vento solare stesso, oltre che a regalarci meravigliose nuove fotografie di questi fenomeni atmosferici. Il commento di Alessandro Mura, ricercatore dell’INAF-IAPS di Roma e Deputy Principal Investigator dello strumento JIRAM a bordo di Juno

UNO STUDIO TRA ARCHEO-ASTRONOMIA E PERCEZIONE

Le stelle si vedono meglio dalla tomba?

Presentata al meeting annuale della RAS l’idea per cui le tombe a corridoio di un sito megalitico risalente a 6 mila anni non fossero solo orientate astronomicamente ma costituissero una sorta di “telescopio senza lenti”, potenziando le capacità osservative. Con il commento di Adriano Gaspani, archeo-astronomo INAF

LO STUDIO PUBBLICATO SU NATURE

Acqua liquida nel passato di Cerere

Grazie ai dati raccolti dallo spettrometro VIR a bordo della sonda Dawn della NASA, un gruppo di ricercatori a guida INAF ha individuato nel cratere Occator di Cerere alte concentrazioni di carbonati. La scoperta suggerisce la presenza di acqua liquida sotto la superficie del pianeta nano in epoche geologiche recenti

RILASCIATI NUOVI CATALOGHI HERSCHEL

L’universo autopulente

Grazie al telescopio spaziale Herschel, che opera nella banda dell’infrarosso, abbiamo oggi accesso a una mole sterminata di dati su centinaia di migliaia di galassie finora invisibili ai nostri occhi. Questi dati ci dicono che l’estinzione della polvere in quelle galassie è avvenuto fino ad epoche molto recenti, un fatto non previsto dalle teorie

GRAZIE A MISURE IN BANDA RADIO

La nana bruna più veloce della Galassia

J1122+25 completerebbe una rotazione in 17, 34 o 51 minuti: in ogni caso, un record per oggetti simili. Queste rilevazioni dimostrano che anche le nane brune più fredde e i piccoli pianeti possono essere studiati con successo nelle onde radio

LE INDAGINI DI CURIOSITY

Marte e Terra: inaspettate conferme

Ossido di manganese è stato rilevato in numerosi campioni di rocce e terreno marziano dalla ChemCam del rover della NASA, di casa sul Pianeta rosso ormai da 4 anni. L’ inaspettata conferma di questa sostanza, che si forma in presenza di ossigeno, suggerisce un passato che potrebbe avere alcuni aspetti in comune con la Terra

IL CLANDESTINO NELLA VIA LATTEA

Il buco nero sconosciuto avvistato da Chandra

Nella nostra galassia ci potrebbero essere buchi neri non ancora identificati o non ancora localizzati con precisione, magari insospettabilmente vicini a noi. Proprio come quello recentemente scoperto in direzione dell’ammasso globulare M15