UN’ORIGINE COMUNE PER LA CROSTA?

Mercurio e i suoi segreti

Mercurio osservato con la sonda MESSENGER targata Nasa svela un’inspiegabile eterogeneità della sua superficie. Un gruppo di ricercatori del Johnson Space Centre di Houston ha provato a darne una spiegazione simulando come queste rocce si siano differenziate al variare della pressione e temperatura di formazione. Il commento di Gabriele Cremonese (INAF)

IL CIELO DEL MESE

Tutti gli occhi puntati su Giove

Giove protagonista in questo mese di luglio. Un po’ perché abbiamo le ultime occasioni per ammirarlo, prima che per un po’ di tempo diventi difficile da individuare, avvicinandosi al Sole. Ma soprattutto perché il 4 luglio arriva nella sua orbita la sonda Juno che lo studierà in dettaglio

POTREBBERO CATTURARLI I RIVELATORI SPAZIALI

Buchi neri fuggitivi

Secondo uno studio teorico, con la nuova generazione rivelatori spaziali per lo studio delle onde gravitazionali sarà possibile misurare lo spostamento Doppler dell’emissione dovuto alla velocità della sorgente. I primi nel mirino sono i buchi neri che, in seguito a una fusione, vengono lanciati nello spazio intergalattico a migliaia di km al secondo

COME CUCINARE ANELLI DI MOLECOLE ORGANICHE

Stessi piatti ma diverse ricette per i pianeti

Nella zuppa di gas e polveri da cui attingono i pianeti in formazione attorno a una giovane stella non ci sono sempre gli stessi ingredienti: alcuni vengono aggiunti a discrezione dal mezzo interstellare. La scoperta grazie al radiotelescopio ALMA, che ha visto in dettaglio anellI di differenti molecole organiche attorno a protostelle di tipo solare

TUTTO PRONTO PER L’ACCOMETAGGIO

Rosetta si prepara al gran finale

Una volta che l’orbiter arriverà sulla cometa, le comunicazioni cesseranno così come tutte le operazioni. L’ultima tappa della missione sarà una delle più rischiose, ma se tutto andrà come previsto, i dati scientifici che verranno raccolti saranno davvero unici e straordinari

L’ORBITA COMETARIA PIÙ STABILE DEL PREVISTO

Halley mette la testa a posto

Lo conosciamo come un corpo irrequieto e dall’orbita ballerina, ma secondo un nuovo studio la cometa di Halley manterrebbe orbite stabili all’interno del Sistema solare per più di 300 anni consecutivi. E non subirebbe l’azione gravitazionale di Giove, bensì di Venere

L’ETÀ DEI PIANETI DISCRIMINANTE PER L’ABITABILITÀ

Acqua esoplanetaria: questione di compleanni

Da una ricerca dell’Università di Berna uno strumento in più per individuare pianeti extrasolari potenzialmente abitabili: un modello che calcola la quantità di volatili (acqua e gas) presenti in un esopianeta a partire da misure accurate di massa, dimensione ed età del sistema planetario di appartenenza. Il commento di Isabella Pagano