ALL’INSEGUIMENTO DELLA MISSIONE ARTEMIS II

Terra vede Integrity

L'astronave Orion Integrity, lanciata il 1° aprile verso la Luna, può essere ripresa anche con i telescopi al suolo. Dall'Italia si proietta bassa sull'orizzonte nella costellazione dello Scorpione. Dalla Stazione astronomica di Loiano l'abbiamo ripresa mentre era a circa 205mila km dalla Terra, in viaggio verso la Luna. Ecco com'è andata

     04/04/2026

Nella notte appena trascorsa, dalla Stazione astronomica di Loiano, gestita dall’Inaf -Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio di Bologna, è stata condotta un’interessante sessione di osservazione dedicata alla capsula Orion Integrity, il veicolo della missione Artemis II attualmente in viaggio verso la Luna. Utilizzando uno dei telescopi da 35 cm di diametro del sistema di sorveglianza spaziale Tandem, è stato possibile seguire l’astronave per circa 45 minuti, quando si trovava a una distanza di circa 205mila km dalla Terra, offrendo una rara opportunità di studio fotometrico di un manufatto umano nello spazio profondo. Tandem è un acronimo di Telescope Array eNabling DEbris Monitoring; si tratta di un insieme di quattro telescopi a grande campo per il monitoraggio di satelliti e space debris.

Somma di una sequenza di pose che mostra il movimento in cielo e le variazioni di luminosità di Integrity, ripresa a circa 10° sull’orizzonte di Loiano. Crediti A. Carbognani/Inaf-Oas

Al momento dell’osservazione, Integrity si trovava a circa 10° sopra l’orizzonte di sud-est, immersa nella ricca regione stellare della costellazione dello Scorpione. Nonostante la bassa altezza e le condizioni non ideali legate all’assorbimento atmosferico e all’inquinamento luminoso, il target è stato identificato e monitorato con continuità. Durante il tracking è emerso un comportamento interessante: la luminosità apparente dell’oggetto ha mostrato variazioni significative, passando dalla magnitudine +14,4 a +12,2 nell’arco della sessione.

Questa variazione, pari a oltre due magnitudini, suggerisce un fenomeno legato alla geometria dell’oggetto e alla riflessione della luce solare. È plausibile che tali fluttuazioni siano dovute a piccole variazioni nell’orientamento delle superfici riflettenti, come quelle dei quattro pannelli fotovoltaici che alimentano l’astronave. In questi casi, l’oggetto può comportarsi come uno “specchio a geometria variabile”, producendo picchi di luminosità quando determinate superfici riflettono la luce verso l’osservatore. Dal punto di vista osservativo, seguire un oggetto a tale distanza rappresenta una sfida interessante. A differenza dei satelliti in orbita bassa, Integrity si muove con una velocità angolare ridotta, ma richiede comunque un inseguimento preciso e una pianificazione accurata basata sulle effemeridi che fornisce il sistema Horizons del Jpl. L’esperienza di Loiano dimostra come le strumentazioni di classe medio-piccola, se ben utilizzate, possano contribuire in modo significativo al monitoraggio orbitale delle missioni spaziali anche in ambiente cislunare.

La Luna ripresa poco prima della mezzanotte del 3 aprile 2026 da Loiano. Crediti: A. Carbognani/Inaf-Oas

La missione Artemis II, di cui Integrity è parte, rappresenta un passo fondamentale nel programma lunare della Nasa. Dopo il volo senza equipaggio di Artemis I, questa seconda missione vede finalmente il ritorno dell’uomo nello spazio circumlunare con un equipaggio di quattro astronauti a bordo della capsula Orion. L’obiettivo principale di questa missione è testare tutti i sistemi in condizioni reali, prima delle missioni future che porteranno nuovamente gli astronauti sulla superficie lunare, con la missione Artemis IV.

La missione Artemis II è partita dal Kennedy Space Center con il razzo Sls (Space Launch System) il 1º aprile 2026 alle 22:35 Utc. Dopo alcune orbite attorno alla Terra per eseguire test di manovra, il 2 aprile alle 23:49 Utc Integrity è stata immessa in un’orbita translunare. Integrity effettuerà un sorvolo ravvicinato della Luna, raggiungendo la minima distanza dal nostro satellite il 6 aprile alle 23:09 Utc, sfruttando la gravità lunare per modificare la traiettoria e iniziare il viaggio di ritorno verso la Terra, che si concluderà alle 00:17 Utc dell’11 aprile con lo splashdown nell’Oceano Pacifico. Come si vede, la missione di Integrity prevede un’orbita circumlunare, senza allunaggio, con un profilo di missione simile a quello dell’Apollo 8, lanciata nel dicembre del 1968. Tuttavia, mentre Integrity farà solo un “giro di boa” attorno alla Luna per poi tornare verso la Terra, Apollo 8 si inserì effettivamente in orbita attorno alla Luna, compiendo ben 10 rivoluzioni prima di tornare verso il nostro pianeta.

Poco prima dell’inseguimento di Integrity, è stata acquisita anche un’immagine della Luna a pieno disco, in cui si vedono le principali caratteristiche del nostro satellite: in basso, la imponente raggiera di ejecta del cratere Tycho; al centro del disco, a sinistra, il cratere Copernico nell’Oceanus Procellarum; a destra, in alto e sul terminatore, il rotondeggiante mare Crisium e sotto a questo, un po’ a sinistra, il mare Tranquillitatis, dove sbarcarono per la prima volta Neil Armostrong e Buzz Aldrin della missione Apollo 11 il 20 luglio del 1969. Questa immagine offre un suggestivo confronto tra il nostro satellite naturale e l’astronave con quattro esseri umani a bordo, diretta verso di esso, sottolineando lo stretto legame tra l’osservazione astronomica, l’esplorazione spaziale e la conquista della Luna.