IL ROVER SUL CRINALE DEDICATO A VERA RUBIN

Curiosity inizia la scalata in cerca di ematite

Il robottino della Nasa si trova in una regione dove le rocce presentano una forte presenza di ematite, un minerale del ferro (un ossido), rilevata anche dalle sonde in orbita attorno a Marte. Cosa ci potranno dire del passato del Pianeta rosso?

Il crinale Vera Rubin visto da sotto nel Sol 1734 dal rover Curiosity. L’immagine è stata scattata il 22 giugno 2017 dallo strumento Mast Camera (Mastcam) e combina 23 scatti. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

È dall’ammartaggio di Curiosity (2012) che gli scienziati puntano quella particolare cresta rocciosa piena di ossido di ferro chiamata crinale di Vera Rubin (in onore dell’omonima astronoma americana scomparsa lo scorso dicembre). La scalata a queste rocce nella parte bassa del Monte Sharp è iniziata e da qualche settimana la Nasa ha iniziato a diffondere le meravigliose immagini scattate dalla Mast Camera a bordo del rover.

Le rocce in questa regione presentano una forte presenza di ematite, un minerale del ferro (un ossido), rilevata anche dalle sonde in orbita attorno a Marte. Le immagini Mastcam mostrano che le rocce che compongono la parte inferiore del crinale sono caratterizzate da una stratificazione orizzontale che si distingue dagli strati di roccia singoli spessi pochi centimetri. Le rocce stratificate sono tagliate a croce da vene piene di minerale bianco, probabilmente solfato di calcio, che forniscono prove di episodi successivi di flussi di liquido (probabilmente acqua) attraverso le rocce.

Per arrivare in cima, Curiosity dovrà percorrere 570 metri, aggiungendo 65 metri alla sua attuale altitudine. I ricercatori cercano di comprendere meglio perché il crinale resiste ancora all’erosione, cosa ha portato a una così alta concentrazione di ematite e se questi fattori sono correlati.