NUOVE IDEE A FIRMA JPL E CALTECH

Marte low cost

Una strategia a lungo termine per raggiungere il Pianeta Rosso: tre scienziati del Jet Propulsion Laboratory e del California Institute of Technology hanno fatto i conti della serva e il budget NASA potrebbe bastare per raggiungere l’obiettivo entro il 2040

Gli Stati Uniti su Marte, nell'ironico rendering di un artista.

Gli Stati Uniti su Marte, nell’ironico rendering di un artista.

Marte, ma quanto mi costi? Una fortuna, si sa. Il Senato americano non si è ancora espresso chiaramente, ma la conquista del Pianeta Rosso rappresenta un bell’impegno per le casse dello Stato. E allora ecco che gli scienziati rimettono mano ai conti e cercano di fare con quel che c’è a disposizione. Sorpresa delle sorprese: si può fare.

Hoppy Price, John Baker e Firouz Naden, del Jet Propulsion Laboratory e del California Institute of Technology di Pasadena, lo spiegano in un articolo appena pubblicato su New Space, una peer-review pubblicata dalla Mary Ann Liebert Inc. La loro proposta consiste in una serie di missioni a lungo termine che progressivamente avvicinino il suolo marziano. 2033: allunaggio su Phobos, satellite naturale di Marte. 2039: ammartaggio e breve soggiorno. Infine 2043: missione di lunga durata.

Questo tipo di pianificazione permetterebbe di gestire l’avventura marziana con il budget già disponibile per NASA. Qualche piccolo aggiustamento è necessario, questo sì, ma per il resto si tratta di gestire bene le risorse attualmente disponibili e previste sul capitolo Agenzia spaziale statunitense.

L’articolo a firma Price, Baker e Naden, è chiaro fin dal titolo: A Minimal Architecture for Human Journeys to Mars. Marte, low cost. La grande impresa, col budget ridotto all’osso.

La copertina della rivista. Crediti: Mary Ann Liebert Inc.

La copertina della rivista. Crediti: Mary Ann Liebert Inc.

Il direttore della rivista Scott Hubbard chiosa così nell’editoriale che apre l’ultimo numero della rivista New Space: «Possiamo finalmente mandare uomini su Marte in modo sicuro e conveniente», e giù con la disamina della tecnologia a disposizione, i livelli di sicurezza garantiti, le soluzioni disponibili, i problemi di salute legati a viaggi spaziali così lunghi. «Il sogno di andare su Marte è ancora vivo, possiamo affrontare tutti questi problemi tecnici e di bilancio. Ora bisogna costruire un ampio consenso attorno a questo tipo di strategia a lungo termine, che è in grado di portare l’uomo sul suolo marziano».

Certo non possono bastare le spiritosaggini da secchione di Elon Musk, fondatore e amministratore delegato di SpaceX, una delle grandi azienda che sta scrivendo il futuro della storia del volo umano nello spazio per NASA, e che il mese scorso ha lanciato una campagna di comunicazione dal sapore vintage per restituire il fascino all’avventura umana nello spazio.

Tutti al mare ai bagni Sirenum, su Marte. Quale posto migliore per le vostre vacanze di domani? Semplice trovata o brand awareness per chi, come prime contractor, dal sogno di un viaggio su Marte può ricavare lavoro e denaro pubblico? Non è dato esprimersi. Ma certo finché i cargo di rifornimento per la ISS continuano a esplodere l’America non pare avere le carte per volare così lontano come vorrebbe. Vediamo se la spending review è sufficiente a far funzionare meglio le cose.