ESOGENA O ENDOGENA

Da dove viene l’olivina su Vesta?

Un articolo pubblicato recentemente sulla rivista Icarus sostiene che almeno una parte di questa olivina potrebbe non provenire da Vesta, ma potrebbe essere stato portato sulla sua superficie da altri asteroidi. Un'ipotesi valutata ma considerata poco probabile da Maria Cristina De Sanctis dell'INAF Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali, PI dello strumento VIR a bordo di Dawn

L’olivina dovrebbe essere uno dei minerali più abbondanti sulla asteroide Vesta, ma sembra essere sfuggente. Gli scienziati al lavoro sui dati ottenuti dalla missione Dawn della NASA, che ha orbitato attorno a Vesta tra il 2011 e il 2012, sono entusiasti di aver trovato traccia di questo minerale, poiché costituisce una prova di differenziazione planetaria dell’asteroide. Un articolo pubblicato recentemente sulla rivista Icarus sostiene che almeno una parte di questa olivina potrebbe non provenire da Vesta, ma potrebbe essere stato portato sulla sua superficie da altri asteroidi.

«L’olivina fornisce importanti vincoli sui canali di formazione di piccoli protopianeti come Vesta e su quello che siamo in grado di sapere circa la formazione dei pianeti terrestri, inclusa la Terra, ma quello che vediamo su Vesta potrebbe non essere la prova incontrovertibile che stavamo cercando», ha detto Lucille Le Corre, ricercatrice presso il Planetary Science Institute dell’Arizona, e autrice principale dello studio.

I risultati emergono da una nuova analisi dei dati forniti da Dawn, e suggeriscono che alcune delle olivine presenti su Vesta potrebbero essere ricondotte ad impatti di meteoriti ricchi di olivina sull’asteroide, anziché al prodotto di attività geologica interna.

«La carenza di olivine su Vesta non significa che questa non sia differenziata, dal momento che tutte le evidenze osservative indicano che Vesta una volta aveva una crosta, un mantello e un nucleo», ha aggiunto Le Corre.

L'olivina su Vesta catturata dai dati spettrali dello strumento VIR a bordo di Dawn. Crediti: Alessandro Frigeri

L’olivina su Vesta catturata dai dati spettrali dello strumento VIR a bordo della missione spaziale Dawn. Crediti: Alessandro Frigeri

«L’ipotesi di una fonte esogena per le olivine su Vesta è stata presa in considerazione nel nostro articolo pubblicato su Nature nel 2013», ci ha detto Maria Cristina De Sanctis dell’INAF Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali, PI dello strumento VIR a bordo di Dawn, «ma l’abbiamo considerata poco probabile per diversi motivi. Innanzitutto perché gli asteroidi olivinici sono molto rari, al momento se ne conoscono circa una ventina».

«In secondo luogo, la presenza di olivina proveniente da altri asteroidi avrebbe un comportamento spettrale molto diverso da quello che osserviamo. Inoltre la presenza di olivina endogena è stata osservata nelle meteoriti HED provenienti da Vesta (le meteoriti HED – dove HED sta per howardite, eucrite e diogenite – sembrano avere avuto origine dalla crosta di Vesta, NdR). Per questi e altri motivi», conclude Maria Cristina De Sanctis, «riteniamo molto più solida l’ipotesi di una natura endogena delle olivine su Vesta».