A GIARDINI NAXOS DAL 10 AL 13

La scienza di SKA si incontra in Sicilia

SKA sarà la più grande rete di radiotelescopi del mondo e a partire dal 2020 la scienza del mondo avrà a disposizione uno strumento che cambierà il nostro modo di osservare l'Universo. A Giardini Naxos, dal 10 al 13 giugno, si parlerà proprio degli ultimi update del progetto che coinvolge ben 100 organizzazioni in tutto il mondo

Dal 10.06.2014 al 13.06.2014

La locandina del meeting di SKA

La locandina del meeting di SKA

Circa 260 astrofisici, scienziati e ingegneri provenienti da tutto il mondo si riuniranno in Sicilia dall’8 al 13 giugno per partecipare a un meeting internazionale di astrofisica incentrato su uno dei progetti di ricerca più importati ed entusiasmanti degli ultimi anni: la costruzione dello Square Kilometre Array (SKA), la più grande rete di radiotelescopi del mondo che sarà realizzata tra Australia e Sud-Africa. A partire dal 2020, quando questa monumentale opera sarà completata, la scienza del mondo avrà a disposizione uno strumento che cambierà il nostro modo di osservare l’Universo e ci fornirà quelle risposte che ancora mancano sulla composizione e l’evoluzione dell’Universo stesso.

Il meeting “Advancing Astrophysics with the Square Kilometre Array”, che si svolgerà a Giardini Naxos (Messina), sarà l’occasione per esperti, scienziati, professori e appassionati per confrontare i recenti risultati delle recenti ricerche nei momenti finali della fase di pre-costruzione. I partecipanti al convegno avranno la possibilità, infatti, di conoscere gli ultimi sviluppi nel campo della cosmologia, delle pulsar, del magnetismo cosmico e dell’esobiologia, ma soprattutto di imparare a conoscere meglio il progetto di SKA, che rivoluzionerà il modo di fare ricerca nello spazio. Gli esperti forniranno aggiornamenti e notizie su tutti e tre i telescopi precursori di SKA, cioè ASKAP, MWA e Meerkat.

Rappresentazione artistica dei tre precursori di SKA, ASKAP, MeerKAT e MWA. Utilizzando una tecnica conosciuta come interferometria saranno in grado di combinare i dati per creare un'immagine che sarebbe la stessa che si otterrebbe con un unico strumento molto più grande. Crediti: SKA Organisation

Rappresentazione artistica dei tre precursori di SKA, ASKAP, MeerKAT e MWA. Utilizzando una tecnica conosciuta come interferometria saranno in grado di combinare i dati per creare un’immagine che sarebbe la stessa che si otterrebbe con un unico strumento molto più grande. Crediti: SKA Organisation

Il progetto in pillole – SKA soddisferà la nostra sete di conoscenza, rivelando alcuni dei più profondi segreti dell’Universo e risponderà a domande fondamentali per il genere umano. Non solo. È una sfida a livello scientifico e ingegneristico, che riunisce in unico grande e ambizioso progetto alcune tra le più brillanti menti del pianeta. Una volta completato, SKA sarà un network caratterizzato da un 1 km quadrato di area di raccolta (140 campi da calcio!) e avrà un grande campo di vista, un’estensione di alcune migliaia di chilometri e tecnologie innovative per ricevitori, trasporto ed elaborazione del segnale e calcolo. SKA conterà migliaia di grandi antenne e milioni di ricevitori radio, distribuiti tra le regioni desertiche dell’Africa e dell’Australia, che ne faranno il più potente radiotelescopio mai concepito e una straordinaria arma per studiare l’evoluzione dell’Universo, la gravità e la materia oscura e gli enigmatici e vasti campi magnetici. I tre diversi precursori supereranno di 50 volte la risoluzione e la qualità delle immagini finora ottenute grazie all’Hubble Space Telescope, e parliamo delle onde radio dello spettro!

Il coinvolgimento italiano – L’Italia, tramite l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha raccolto la sfida sin dall’inizio ed è oggi uno dei principali paesi coinvolti nel progetto, accanto ad altre 10 nazioni (Australia, Canada, Cina, Germania, India, Olanda, Nuova Zelanda, Sud Africa, Svezia e Regno Unito). Visti gli elevati costi di progettazione e costruzione, al progetto partecipano circa 100 organizzazioni sparse in 20 paesi in tutti i continenti. La sfida non è solo scientifica, ma anche industriale ed economica per l’Italia, che è già attiva in tutti i gruppi scientifici, in 4 consorzi tecnologici e leader di importanti progetti.

A rappresentare l’INAF durante il meeting ci saranno diversi ricercatori italiani nonché il presidente Giovanni Bignami, il quale terrà un public talk dal titolo “SKA è il futuro dell’Italia” martedì 10 giugno alle ore 20 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania.