PROGETTATA LA MISSIONE NASA INSIGHT

Marte 2016, la nuova rotta

La NASA ha annunciato per il 2016 la sua nuova missione interplanetaria. Destinazione: ancora Marte, che sarà esplorato dalla navicella InSight. Con l'obiettivo di esplorare le viscere del pianeta rosso

PIA17358È un’intuizione – un’altra – che in questi giorni mette in fermento la NASA. Il termine è letterale, e il protagonista è ancora Marte: InSight, nome dell’ultima missione dell’agenzia spaziale statunitense, sta per “Interior Exploration Using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport”. Il suo obiettivo è svelare altri segreti del pianeta rosso: in particolare, si concentrerà sull’interno di Marte, cercando di capire in che modo i pianeti terrestri si differenziano tra cuore, mantello e crosta.

La navicella partirà nel 2016 e almeno per quanto riguarda il design copierà un po’ da una vecchia conoscenza, Phoenix.

“Incorporeremo molti aspetti di Phoenix dentro InSight, ma le differenze tra le due missioni richiederanno anche alcune differenze tra le navicelle” spiega Stu Spath, program manager di InSight. “Ad esempio, la durata di InSight sarà 630 giorni più lunga di Phoenix, il che significa che il lander dovrà resistere a una serie maggiore di condizioni ambientali sulla superficie di Marte”.

La superficie di Marte dista dal lander Phoenix. Crediti: NASA/JPL-Calech/University of Arizona

La superficie di Marte dista dal lander Phoenix. Crediti: NASA/JPL-Calech/University of Arizona

Una prova più ardua, dunque, e un soggiorno maggiore sulla superficie marziana. E Per quanto riguarda il soggiorno sul pianeta rosso? Ancora non è ben definito: i ricercatori della NASA stanno ancora decidendo le coordinate precise, ma probabilmente si tratterà di un luogo vicino all’equatore di Marte.

Il lander di InSight comprenderà anche un braccio robotico, progettato in collaborazione con l’agenzia francese CNES (National Center of Space Studies) e quella tedesca DLR (German Center for Aerospace).

E tra i vari strumenti presenti a bordo, ci sarà anche un sismografo: per registrare i movimenti che si pensa potrebbero agitare la superficie marziana. Una sorta di “martemoto”, che potrebbero dirci molto anche sulla struttura e la composizione del pianeta rosso.