QUANDO L'ARTE INCONTRA L'ASTRONOMIA

Certe notti non finiscono mai

Lei si chiama Katie Paterson, loro Nadia Antonello e Paolo Ghezzi. La prima, con l’aiuto dell’ESA, vuole rispedire al mittente una roccia extraterrestre. Mentre i secondi, con il contributo di tutti, daranno il via a una notte senza fine.

Ci sono desideri per cui non si può aspettare che venga notte. O saltare sul primo volo per l’altra faccia del globo… E allora come fare, quando c’è bisogno impellente di stelle cadenti? Se lo domandano Paolo e Nadia all’inizio del bellissimo spot di Never ending night: un progetto per proiettare dal vivo il cielo notturno – senza soluzione di continuità, 24 ore al giorno e per tutti i giorni dell’anno – visto dai migliori siti d’osservazione della Terra.

In altre parole, una notte senza fine. A differenza dell’omonima canzone di Gino Paoli, però, a Paolo e Nadia della luna e delle stelle importa eccome: scopo dichiarato del progetto è infatti offrire lo stesso cielo stellato a tutte le persone del mondo, superando così ogni distinzione di cultura, genere, religione e, soprattutto, fuso orario. Come? Mettendo in piedi una rete globale di telecamere in grado d’inseguire la notte e ritrasmetterla in streaming.

Un’installazione artistica su scala globale, dunque, tanto affascinante quanto complessa. E se è vero che loro pur chiamandosi al singolare – Antonello Ghezzi, questo il nome del collettivo – in realtà sono in due (Nadia Antonello e Paolo Ghezzi), di aiuto ne hanno comunque bisogno. Anche dal punto di vista finanziario, visto il costo dell’attrezzatura. La formula che hanno scelto è quella del crowdfunding, e chiunque può contribuire, anche con mini-donazioni: bastano 5 dollari per meritarsi l’eterna gratitudine, e con 15 vi aggiudicate una cartolina realizzata a mano dai due artisti. Fra i sostenitori del progetto c’è pure l’INAF: dovrebbe mettere a disposizione una Starlight Xpress Oculus. «È una delle telecamere che ci serviranno, sarà puntata sulle stelle», spiega a Media INAF Nadia Antonello, «ed è forse la prima ad avere una funzione scientifica e artistica al tempo stesso!»

Il meteorite rimodellato da Katie Paterson (fonte: katiepaterson.org)

Il meteorite rimodellato da Katie Paterson (fonte: katiepaterson.org)

Il meteorite? Mi rimbalza

Quanto al connubio fra astronomia e arte, il duo d’artisti italiani è comunque in ottima compagnia. È di appena qualche settimana fa l’annuncio, pubblicato sul sito dell’Agenzia Spaziale Europea, che l’artista scozzese Katie Paterson vuole rispedire nello spazio un meteorite. Per la precisione, si tratta d’una delle rocce ferrose extraterrestri di Campo del Cielo.

Aveva superato indenne quattro miliardi e mezzo di anni nel Sistema solare, la poveretta, prima di finire nelle creative mani di Paterson. Che non ha esitato un istante a farne un calco e poi fonderla: «Il ferro, il metallo e la polvere al suo interno sono stati riformati, e tutti gli strati della sua vita cosmica – la combinazione di spazio e tempo, i miliardi di anni di pressione e cambiamento – sono collassati, sono stati trasformati, per poi uscire rinnovati grazie alla tecnologia umana», spiega l’artista.

Non sazia, ora che ha riversato la malaugurata roccia nel proprio calco, per chiudere il cerchio e completare l’opera Paterson vuole riportarla là da dov’era venuta: lassù, nello spazio. E l’ESA non s’è tirata indietro: ha già provvisoriamente allocato lo spazio necessario a bordo del prossimo AVT (Automated Transfer Vehicle) in coda per la Stazione spaziale. Il lancio è previsto nel 2014, e il meteorite-boomerang otterrà il passaggio a patto – sottolinea l’ESA – di superare tutti i test necessari a meritarsi l’ambito status di space-qualified. Qualificato per lo spazio, insomma. Considerando i suoi trascorsi, la povera roccia non dovrebbe avere particolari difficoltà a superare le prove.

Per saperne di più:

Guarda il video promozionale di Never Ending Night: