AD UN SOFFIO DALL'INFN

ANVUR: bene INAF, giù il CNR

Presentata la prima valutazione qualitativa della ricerca da parte dell'ANVUR, l'organismo di valutazione voluto dall'allora ministro dell'Istruzione Mussi nell'ottobre del 2006. Dopo molti passaggi normativii è stato presentato, presente il ministro Carrozza, il primo rapporto sulla ricerca. INGV e INFN si dimostrano i migliori, bene l'INAF, mentre negativo è il giudizio sul CNR. La reazione di Nicolais che rivendica un ruolo diverso per l'ente che presiede. Tra le università primeggia Padova.

DSC_0755L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) si affermano ai primi posti nella classifica di valutazione della ricerca italiana. Si registra invece un segno meno per il Consiglio Nazionale delle Ricerche. E’ quanto emerge dall’analisi relativa al periodo 2004 -2010, condotta dall’Agenzia per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca.

Fra i grandi enti pubblici di ricerca il più innovativo nel confronto tra dimensione e qualità delle strutture risultano, nella valutazione dell’ANVUR, con segno positivo, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)  e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), seguiti, con segno negativo dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

La Fisica è il fiore all’occhiello della ricerca italiana, seguita dalla Chimica e dall’Ingegneria industriale e dell’informazione. La Fisica guadagna il primo posto con il 67,8% di prodotti eccellenti. Un primato che emerge anche nella buona affermazione complessiva dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), nei vari indici considerati nel processo di valutazione riguardante la qualità della ricerca nelle singole aree, seguito ad un passo, tra i grandi enti, dall’Istituto Nazionale di Astrofisica. Bene nella fisica anche le università di Padova , Torino e Sapienza di Roma. Nella graduatoria delle discipline la chimica si afferma al secondo posto con il 56,88%, seguita dall’Ingegneria industriale e dell’informazione (53,82), architettura (42,03%), Scienze matematiche e informatiche (41,94%), Scienze biologiche (40,06%), Scienze della Terra (34,7%), Scienze Mediche (33,96%), Scienze Psicologiche (33,91%). DSC_0764

“Credo che per l’Istituto Nazionale di Astrofisica la valutazione espressa dall’ANVUR non possa che ritenersi positiva”. È quanto detto dal presidente dell’INAF, Giovanni Bignami, al termine della presentazione del rapporto VQR. “L’INAF – ha proseguito – nell’ambito delle scienze fisiche è appena dietro l’INFN che insieme a INGV ha ottenuto i migliori risultati complessivi tra i grandi enti di ricerca”. “Certo sono stati registrati ambiti di miglioramento per l’Istituto che presiedo, ma se consideriamo il periodo di riferimento della valutazione, 2004 – 2010, e la giovane età del nostro istituto, sono convinto che questi miglioramenti siano già in atto e che la prossima valutazione sarà ancora più positiva”.

“Per fare un esempio, il progetto bandiera ASTRI, uno dei grandi progetti nazionali scelti dal MIUR e proposto dall’INAF, è stato recentemente  considerato il più efficiente dal punto di vista organizzativo, fatta salva la valenza scientifica che lo ha fatto selezionare tra i progetti bandiera del nostro paese”, conclude Bignami.

Decisamente contrariato è apparso invece il Presidente del CNR Luigi Nicolais, che ha ricordato come l’Istituto che guida “non fa solo ricerca ma si occupa anche di altro, in particolare del trasferimento della conoscenza per lo sviluppo del Paese”.  Riconoscendo di essere rimasto “male” per l’assenza del CNR, Nicolais ha poi auspicato una revisione della legge per quanto riguarda la valutazione affinché si tenga conto anche delle altre missioni degli enti di ricerca.

Concetto espresso, pur nella piena soddisfazione dichiarata, anche dal vicepresidente dell’INFN, Speranza Falciano. “Esprimiamo la nostra grande soddisfazione per il risultato ottenuto dall’INFN che conferma la qualità della ricerca svolta.  La speranza, ha proseguito, è che la valutazione, “strategicamente importante per il sistema Paese, ‘debba divenire prassi stabilita e condivisa”. Il prossimo passo da fare, ha concluso, è “affrontare un percorso che metta insieme valutatori e valutati e che, sulla base di questa esperienza, esprima aggiustamenti e permetta di affinare gli strumenti fin qui utilizzati”.

DSC_0766E in effetti lo strumento, come hanno ammesso gli stessi Fantoni e Benedetto, rispettivamente presidente dell’ANVUR e coordinatore della Valutazione di Qualità della Ricerca (VQR), andrà affinandosi col passare del tempo e non potrebbe essere altrimenti. Gli strumenti di valutazione possono sempre incorrere in qualche elemento che ne limita l’affidabilità. Un esempio è una recente valutazione pubblicata su Sciencewatch dalla Thomson Reuter Web Science, uno degli osservatori di valutazione scientifica più riconosciuti al mondo, che nello stilare una classifica sulle pubblicazioni scientifiche derivanti da dati del Very Large Telescope dell’ESO, pone all’ottavo e al nono posto, l’Osservatorio di Roma e quello di Trieste. Se questo dato lo avesse interpretato, come è, quali due strutture di un singolo ente, l’INAF, la graduatoria avrebbe visto il nostro istituto al terzo posto, appena dietro l’ESO stesso e l’Osservatorio di Parigi.

Ciò non toglie che per quanto affinabile uno organismo di valutazione è indispensabile per la ricerca che vive del merito del proprio lavoro. Un aspetto questo sottolineato dallo stesso ministro Maria Chiara Carrozza nel suo intervento: “l’Italia entra nell’Europa della valutazione, nella quale auspico abbia ruolo importante sia nella valutazione ricerca che nella crescita del sistema complessivo dell’Istruzione superiore. E’ una rivoluzione al servizio dei cittadini”. La trasparenza è il cavallo di battaglia della prima valutazione estesa della ricerca italiana: “È stato fatto sforzo enorme e vorrei che in altri ambiti si facesse lo stesso sforzo, con la stessa determinazione”’,  ha detto ancora il ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Per il ministro la trasparenza è uno dei principi fondamentali, nella valutazione con nell’assegnazione delle risorse. “È una decisione politica che il governo ha voluto prendere per mostrare non solo l’esito della  valutazione, ma il metodo”. Adesso, ha aggiunto, l’obiettivo è “contribuire a migliorare questo processo in nome della trasparenza e della accountability”, si vuole cioè “dimostrare ai cittadini che finanziano con le tasse il sistema pubblico della ricerca, che il nostro compito di rendere conto dell’esito delle politiche pubbliche è un dovere della pubblica amministrazione. È un passaggio  che porta finalmente l’amministrazione pubblica a patto responsabilità con i cittadini”.DSC_0761

Per concludere il dato tra le grandi università, dove stravince quella di Padova che arriva prima in classifica in ben sette aree scientifiche fra le 14 complessive prese in considerazione per la valutazione che ha coinvolto 133 strutture su tutto il territorio nazionale, tra le quali 95 università, 12 enti di ricerca vigilati dal MIUR e 26 enti volontari.