SUPERNOVE, È CACCIA AI SEGNI PREMONITORI

Stelle sull’orlo d’un’esplosione

Cercavano sintomi di catastrofe imminente. Per capire se, quando la sua vita è agli sgoccioli, una stella si comporti in modo particolare. E glien'è esplosa una proprio sotto agli occhi, nella galassia a spirale M51. Purtroppo, non quella che stavano osservando, ma quasi: la sua compagna.

M51 vista dal Large Binocular Telescope. In basso, il dettaglio del sistema binario prima (sx) e dopo (dx) l’esplosione della supernova. Crediti: Dorota Szczygiel / Ohio State University.

Di stelle, nel nostro universo, ne muoiono ogni giorno. A volte, nel caso delle supernove, è una morte col botto. Uno spettacolo che gli astronomi sognano di poter seguire, istante per istante, sin dalle fasi iniziali, comprese quelle che precedono l’esplosione. Fino a ora, però, sono sempre arrivati a misfatto compiuto. Magari di pochissimo, quando la pistola è ancora fumante, ma pur sempre in ritardo. D’altronde, è comprensibile: come prevedere quale, fra le centinaia di miliardi di stelle che ci circondano, è in procinto di premere il grilletto?

A caccia di sintomi che permettano di rispondere a questa domanda, un team di ricercatori guidato da Christopher Kochanek, della Ohio State University, sta osservando da tre anni un campione di 25 galassie vicine a noi con il Large Binocular Telescope, il più grande telescopio binoculare al mondo, situato in Arizona e per un quarto di proprietà dell’INAF. L’idea alla base della ricerca, in corso di pubblicazione su ApJ, è analoga a quella seguita in campo medico nei cosiddetti studi epidemiologici prospettivi: registrare il comportamento nel tempo, in termini di variazione della luminosità, d’un grande numero di stelle, così da poterlo analizzare a posteriori nel caso in cui una delle stelle del campione arrivi a esplodere. La conferma della validità di quest’indagine è arrivata il 31 maggio scorso: quando in M51, la brillantissima “galassia vortice”, una delle 25 sotto osservazione, si è verificata un’esplosione di supernova.

Ma la stella esplosa, nome in codice 2011dh, era fra quelle schedate oppure no? Per dare una risposta certa, occorrerà attendere che la luce accecante generata dalla supernova s’attenui. Sembra però probabile che la sorte abbia riservato, al tentativo di Kochanek e colleghi un destino davvero beffardo. La supernova in questione, in effetti, farebbe parte di uno dei sistemi binari catalogati, formato in origine da una brillantissima stella blu e da un’ancor più brillante stella rossa. E fin qui tutto bene. Purtroppo, però, a essere registrato è stato solo il comportamento – un sensibile calo di luminosità – di quest’ultima, la stella rossa, mentre a esplodere pare sia stata la compagna, la stella blu.

Insomma, riprendendo l’analogia medica dello studio epidemiologico, è un po’ come se a essere colpito dalla rarissima malattia che si vuole studiare fosse stato il fratello di uno dei soggetti della coorte in esame. In ogni caso, il metodo pare proprio funzionare: con un pizzico di fortuna in più, presto gli astronomi potrebbero essere in grado di riconoscere i segni che indicano, con ragionevole anticipo, l’imminente morte d’una stella.

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