UNA RETE GLOBALE DI TELESCOPI ROBOTICI

Tutti astronomi con Gloria

Offrire a chiunque ami l’astronomia, dagli astrofili agli studenti ai singoli cittadini, tempo d’osservazione gratuito su 17 telescopi robotici sparsi in tutto il globo. È l’obiettivo del progetto europeo GLORIA, partito in questi giorni e finanziato dall’FP7 con 2.5 milioni di euro. INAF è fra i partner.

Ubicazione dei primi 17 telescopi robotici

Non più solo lo scampolo di cielo sopra le nostre teste, ma l’intera volta celeste. Da osservare con telescopi professionali e non, gratuitamente e su base meritocratica. È quanto si propone il progetto europeo GLORIA (GLObal Robotic telescopes Intelligent Array for e-Science), finanziato dal Settimo Programma Quadro con l’obiettivo di dar vita a una sorta di “astronomia 2.0”: condivisione via rete dei telescopi e accesso libero agli appassionati del cielo di tutto il mondo, per fare tutti insieme scienza “dal basso” senza spostarsi dal proprio computer.

Tutto grazie a una rete di telescopi robotizzati sparsa per il globo e a una piattaforma software per la raccolta e la valutazione peer-to-peer delle proposte d’osservazione. Esattamente come avviene per chi è astronomo di professione. Uno studente italiano potrà così, per esempio, aggiudicarsi tempo d’osservazione su un telescopio situato in Cile per studiare galassie visibili solo dall’emisfero sud. E un’astrofila nigeriana che voglia seguire nell’arco di 24 ore il comportamento d’una sorgente variabile potrà assumere al suo servizio, gestendone l’avvicendamento nel corso della giornata, telescopi presenti in Nuova Zelanda, in Sud America e alle Canarie, così da non perdere mai di vista l’obiettivo.

La rete iniziale sarà formata da 17 telescopi, ma chiunque – singoli cittadini od osservatori astronomici –  potrà mettere a disposizione i propri strumenti, anche solo qualche ora per notte, magari quando non sono utilizzati. Proprio come avviene con progetti di calcolo distribuito quali SETI@home (per la ricerca di segnali extraterrestri) o Folding@Home (per lo studio della struttura 3D delle proteine). L’auspicio è dunque quello di arrivare ad avere in rete centinaia, migliaia o anche decine di migliaia di telescopi. Tutti in condivisione.

Eliana Palazzi e Luciano Nicastro, dell'INAF IASF Bologna, al kick-off meeting di GLORIA

«Il criterio che verrà utilizzato per gestire l’assegnazione del tempo sui telescopi», spiega Luciano Nicastro, ricercatore presso l’INAF IASF Bologna e coordinatore, nel progetto GLORIA, delle attività di comunicazione e divulgazione, «è quello del “karma”, già applicato con successo in molti siti Web 2.0: una sorta di “reputazione”, che aumenta o diminuisce in base al giudizio espresso dall’intera comunità degli utenti secondo criteri come sulla validità delle proposte o la bontà dei risultati ottenuti. Questo per consentire a GLORIA di produrre vera citizen science: scienza fatta dai cittadini».

Il progetto, finanziato per tre anni con 2.5 milioni di euro, è coordinato dalla Facoltà d’informatica della Universidad Politécnica di Madrid (UPM), e comprende 13 partner di 8 Paesi. L’Italia è presente con l’INAF, e in particolare con lo IASF Bologna. Il primo appuntamento in calendario con il grande pubblico è per il 5 giugno 2012, in occasione del transito di Venere sul Sole: non osservabile dall’Italia, il fenomeno sarà seguito e trasmesso in diretta web e satellitare grazie a tre telescopi solari appositamente installati dal team di GLORIA a Tromsø (in Norvegia), a Sapporo (in Giappone) e a Cairns (in Australia).

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