AVREBBERO RAGIONE SIA HUBBLE CHE PLANCK

Energia oscura: qualcosa è cambiato

L’espansione dell’universo, nel corso di miliardi di anni, potrebbe aver modificato andamento: partita a passo lento, ora corre veloce. Un fenomeno che potrebbe essere imputabile all’azione di una dark energy “dinamica”, spiega a Media Inaf Marco Raveri, coautore d’uno studio pubblicato su Nature Astronomy

QUANDO EINSTEIN E TURING S’INCONTRANO

È una lente gravitazionale! Parola di rete neurale

Un team di ricercatori ha applicato l’intelligenza artificiale permessa dalle reti neurali al riconoscimento e l’elaborazione delle immagini di lensing gravitazionale, con risultati sorprendenti. Analisi rapidissime senza bisogno di un’enorme potenza computazionale: una scoperta che potrebbe rivoluzionare l’analisi di dati astrofisici

IL MISTERO S’INFITTISCE: 15 BURSTS IN MEZZ’ORA

Frb: in quella galassia sta accadendo qualcosa

Le osservazioni al Green Bank Telescope di una galassia nana a tre miliardi di anni luce dalla Terra rivelano 15 fast radio bursts (Frb), lampi radio di brevissima durata. Il picco è attorno ai 7 GHz: è la prima volta che i bursts provenienti da quella galassia vengono osservati a frequenze così alte

UN’INDAGINE ASTRONOMICA LUNGA 600 ANNI

Risolto il “cold case” della nova coreana

Partendo da dati risalenti al quindicesimo secolo, e passando per immagini scattate il secolo scorso, uno studio pubblicato oggi su Nature aiuta a capire il ciclo vitale delle variabili cataclismiche

PRIMA MISURA DELLA PRESENZA DI MOLECOLE DI CH+

Alma scova riserve di gas tra le ciglia galattiche

Rilevando la molecola dell’idruro di carbonio CH+ per la prima volta nell’universo lontano, questa ricerca apre una nuova finestra sull’esplorazione delle galassie antiche e lontane nel pieno della loro formazione stellare

ESPERIMENTO X METTE IN CRISI I MODELLI TEORICI

Con la “Z Machine” a un passo dal buco nero

Riproducendo per la prima volta qui sulla Terra le condizioni fisiche presenti nei dischi di accrescimento, un team di fisici dei Sandia Labs ha dimostrato sperimentalmente che i modelli attuali sui processi di alimentazione dei buchi neri vanno rivisti. Con un commento di Luigi Piro del progetto Ahead