I RISULTATI SU NATURE ASTRONOMY

La ricetta degli ammassi stellari

Trovato un modello convincente per la formazione degli ammassi stellari, che si applica a tutte le scale di massa, dai piccoli ai grandi ammassi. Il processo sembra essere universale, nello spazio e nel tempo. In altre parole, dovrebbe funzionare in qualsiasi momento della storia dell’universo, in ogni galassia

PER SCOPRIRE SE ESISTE LA MATERIA OSCURA

Metti alla prova le stelle della galassia nana

Con i dati della missione Gaia, «prima o poi dovrebbe essere possibile determinare se le stelle delle galassie nane raffigurano un universo in cui è presente materia oscura, oppure no», dice il ricercatore modenese Enrico Garaldi, dottorando all’Università di Bonn e primo autore di uno studio teorico sul comportamento delle stelle nelle piccole galassie satelliti della Via Lattea

LA PRESENZA DI OSSIGENO NON BASTA

Nasa: come riconoscere la vita?

Questa domanda, apparentemente banale, è alla base della formazione del Nexus for Exoplanet System Science (NExSS), piattaforma di studio multidisciplinare in cui gli astronomi, biologi e geologi possono confrontarsi sui criteri da applicare alle biosignature su altri mondi

ASSIEME A COLLEGHE IN UNA GALLERIA DI FOTO

Ingegneria al femminile: Maria Grazia Labate

Le quote rosa nella scienza e nell’ingegneria ci sono e vanno celebrate. Ecco, allora, come una delle italiane che lavorano per il progetto Square Kilometre Array sta cambiando il futuro dell’ingegneria per le radiofrequenze

FAVORITA FORMAZIONE PLANETARIA PRECOCE

Stelle appena nate ma già piene di polvere

Grazie al radiotelescopio Alma, un team europeo di astronomi ha scoperto che le particelle di polvere attorno a una stella in formazione si addensano in grani più grandi prima di quanto atteso. La crescita delle particelle di polvere è il primo passo nella formazione dei pianeti

CON IL METODO DEL TRANSITO

K2 scopre 78 esopianeti in tempi record

Nei dati di due campagne osservative del satellite Kepler i ricercatori hanno trovato velocemente 30 candidati pianeta di alta qualità, 48 eventi più ambigui che possono essere pianeti o falsi positivi, 164 binari eclissanti e 231 altre fonti variabili. Lo studio pubblicato su The Astrophysical Journal

IN PARTICOLARI GALASSIE “FOSSILI”

La pioggia fredda che ingrassa il buco nero

Alcune rare e antiche galassie, piccole ma molto massicce, sono rimaste isolate per miliardi di anni. Questo provoca che il buco nero centrale cresca a dismisura a scapito della formazione stellare, come ha rivelato un nuovo studio, a cui ha partecipato l’italiano Massimo Gaspari dell’Università di Princeton