NUOVE IPOTESI SULLE NUBI DEGLI ESOPIANETI

Cieli di roccia nelle notti dei gioviani caldi

I lati oscuri dei gioviani caldi condividono la stessa temperatura, che risulta essere circa 800 °C. Ad affermarlo uno studio appena pubblicato su Nature Astronomy, in cui i ricercatori della McGill University di Montreal hanno stabilito che le atmosfere di questi pianeti possono essere composte da minerali rocciosi

ECCO COSA VEDREBBERO ASTRONOMI ALIENI OSSERVANDOCI

Alla ricerca della Terra 2.0

Utilizzando i dati del satellite canadese Scisat, due astronomi della McGill University hanno ottenuto il primo spettro di transito empirico terrestre, un’impronta digitale della Terra che potrebbe essere utilizzata per identificare un pianeta in grado di accogliere la vita, al di fuori del Sistema solare. Tutti i dettagli su Mnras

EFFETTO FIONDA RILEVATO CON LA VELOCITÀ RADIALE

Eccentrico gioviano seduce la sua stella

Una ricerca basata su osservazioni ventennali ha individuato, a cento anni luce da noi, un pianeta grande ben tre volte il nostro Giove dall’orbita estremamente eccentrica. La spiegazione per un’orbita così anomala va cercata nel passato del sistema stellare

MODIFICANO L’ALBEDO E IL CLIMA DEL PIANETA

Misteriose macchie scure su Venere

Secondo un nuovo studio pubblicato da ApJ, tra il 2006 e il 2017 l’albedo di Venere si è dimezzata, provocando grandi variazioni nella quantità di energia solare assorbita dalle nubi e, di conseguenza, nella circolazione dell’atmosfera del pianeta. Possibili responsabili del cambiamento rilevato sono le misteriose macchie scure visibili sulla sommità delle nubi di Venere

AVEVA 89 ANNI

Lodewijk Woltjer ci ha lasciato

L’astronomo olandese è scomparso lo scorso 25 agosto. Woltjer è stato Direttore Generale dell’Eso dal 1975 al 1989. Il ricordo di Giancarlo Setti, già presidente dell’Inaf e collega di Woltjer

LO STUDIO SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Così piroettano le giovani stelle

Analizzando la variabilità simultanea in banda ottica e ai raggi X di 74 stelle di presequenza di Ngc 2264 (la Nebulosa Cono), una squadra di astrofisici guidata da Mario Guarcello dell’Inaf di Palermo ha individuato un ruolo importante della rotazione sulla loro attività magnetica dominante

SEGUENDO LE TRACCE DEL LAMPO GAMMA GRB 160821B

Osservati i primi istanti di vita di una kilonova

Un team di scienziati guidati dall’italiana Eleonora Troja dell’Università del Maryland, e del quale fanno parte anche ricercatori italiani e dell’Inaf, è riuscito a osservare le prime fasi della formazione di una kilonova, un oggetto celeste frutto della fusione di due stelle di neutroni. Una scoperta ottenuta grazie al riesame dei dati raccolti su un’esplosione di raggi gamma del 2016