IL VIAGGIO DI LAP-149, DA UN’ANTICA NOVA ALL’ANTARTIDE

Più piccolo d’un microbo, più vecchio del Sole

È un granello di polvere stellare sopravvissuto alla formazione del Sistema solare. Un team internazionale di ricercatori lo ha rinvenuto in una meteorite, e lo ha analizzato con strumenti abbastanza sensibili da identificarne i singoli atomi. I risultati, pubblicati su Nature Astronomy, gettano nuova luce sulla formazione dei sistemi planetari

PERMETTE DI VEDERNE LA STRUTTURA INTERNA

Prima radiografia muonica per Stromboli

Pubblicato oggi su Scientific Reports lo studio della prima radiografia muonica del vulcano Stromboli, realizzata da ricercatori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

COME UNA GALASSIA NANA ACCRESCE LA VIA LATTEA

In quella stella, europio, oro e uranio à gogo

Un gruppo internazionale di astronomi ha scoperto una stella molto peculiare dal punto di vista chimico, accresciuta da una galassia nana perturbata dalla Via Lattea e caratterizzata da una quantità eccessiva di elementi pesanti. La scoperta è stata pubblicata su Nature Astronomy

LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

Materia oscura nelle galassie? C’è, dice la Sissa

Una ricerca firmata da astrofisici della Sissa di Trieste chiarisce una tra le controversie recenti più intriganti riguardo alla forma di materia più diffusa e inafferrabile dell’universo, smentendo le osservazioni che ne mettevano in dubbio la presenza nelle galassie

BIG DATA E PIANETI GIGANTI

Svelando Saturno con il deep learning

Istruire un algoritmo di intelligenza artificiale attraverso i dati ottenuti dallo strumento Vims della sonda Cassini per studiare l’atmosfera di Saturno e produrre mappe dettagliate delle sue tempeste. È quanto ha fatto un team di ricercatori con PlanetNet. I risultati sono pubblicati su Nature Astronomy

PROVENIENTI DAL SISTEMA BINARIO V404 CYGNI

Getti impazziti dal buco nero a trottola

V404 Cygni, sistema binario formato da una stella e da un buco nero, è particolare a causa di un evidente disallineamento tra il disco di materiale e il buco nero al centro. Quest’ultimo emette lampi di luce improvvisi e intensi, ma è la prima volta, però, che vediamo un getto di materia accelerato da un buco nero cambiare direzione in poche ore. Allo studio pubblicato su Nature ha partecipato anche Tomaso Belloni dell’Inaf di Brera

SONO GLI AGN CHE NON MOSTRANO GETTI RELATIVISTICI

Galassie con nuclei quieti, ma non troppo

Gli Agn radio quieti, fino a oggi un po’ trascurati, con Ska saranno sempre più al centro dell’attenzione e il loro studio sarà fondamentale per capire la fisica e l’evoluzione delle galassie. Ospitiamo un editoriale sull’argomento di Francesca Panessa (Inaf Iaps Roma), autrice insieme a Ranieri Baldi (University of Southampton) di una review pubblicata oggi su Nature Astronomy