Maura Sandri
Mer 22.01.2020
Il radiotelescopio Eovsa del NJit ha catturato l’evoluzione di un potente brillamento solare, permettendo di mappare, per la prima volta, il campo magnetico nella corona solare e monitorare come tale campo sia cambiato durante il brillamento stesso. Gli scienziati hanno riscontrato un forte calo della sua intensità per circa 2 minuti, corrispondente a un rilascio di energia magnetica sufficiente per alimentare l’intero brillamento solare. Determinare l’origine di questa energia aiuterà a prevedere quanto potrebbero essere forti i futuri brillamenti solari e il loro potenziale impatto sulla meteorologia spaziale in prossimità della Terra. Tutti i dettagli su Science