Stelle, l’età del primo ciclo: il caso di Epsilon Eridani
Scoperto un ciclo di attività coronale in una stella di appena 400 milioni di anni. Ha un periodo di circa tre anni, consistente con il ciclo di attività cromosferica. Allo studio, guidato da Martina Coffaro dell’università di Tubinga (Germania) e pubblicato su Astronomy & Astrophysics, hanno preso parte anche ricercatori dell’Inaf di Palermo
Impacchettando Perseverance
Il rover Nasa sarà il prossimo vicolo a sei ruote sul Pianeta rosso. La finestra di lancio è fra circa 70 giorni – va dal 17 luglio al 5 agosto 2020 – e l’arrivo è previsto per il 18 febbraio 2021. I vari moduli della missione sono stati assemblati, nonostante molti ingegneri e addetti stiano lavorando da casa vista la diffusione negli Stati Uniti della pandemia da nuovo coronavirus
Daniela Calzetti, un’astronoma a redshift zero
Nata a Parma, naturalizzata statunitense, oggi a capo del dipartimento di astronomia della University of Massachusetts Amherst, Daniela Calzetti è appena stata eletta membro della National Academy of Sciences, il più alto riconoscimento alla carriera negli Stati Uniti. Il suo nome è noto nella comunità scientifica grazie all’omonima legge che descrive l’attenuazione della luce delle galassie causata dalla presenza di polveri
Ryugu arrossisce baciato dal Sole
Grazie alle osservazioni spettroscopiche e morfologiche che Hayabusa2 ha effettuato durante il suo primo touchdown su Ryugu, un team di astronomi avanza una possibile spiegazione della differente colorazione che la “trottola spaziale” mostra a differenti latitudini, proponendo un modello evolutivo del primitivo asteroide carbonaceo
Lunga vita all’elio pionico
Per la prima volta è stata dimostrata sperimentalmente l’esistenza di atomi di elio pionico, ossia atomi di elio nei quali un elettrone è stato sostituito con un pione, che in questo caso vive mille volte più a lungo di quanto non faccia normalmente in altri atomi. La scoperta apre modi completamente nuovi per studiare i pioni con i metodi dell’ottica quantistica. Tutti i dettagli su Nature
La materia oscura potrebbe giocare a nascondino
Secondo tre ricercatori del Berkeley Lab, nei dati raccolti dagli attuali esperimenti progettati per dare la caccia alle ipotetiche particelle di materia oscura potrebbero esserci le tracce di nuovi segnali generati dall’interazione della materia oscura con i nuclei atomici. Tracce che, in una prima analisi, potrebbero essere passate inosservate






