SPECIALE GRB 190114C: INTERVISTA AD ANTONIO STAMERRA

Dai lampi gamma ai lampi blu

L’astronomia Cherenkov – per lungo tempo considerata la Cenerentola delle tecniche osservative – sta vivendo un periodo di grande trasformazione. Che impatto avrà sui futuri progetti l’osservazione di Grb 190114C? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Stamerra, ricercatore all’Inaf di Roma e co-portavoce della collaborazione Magic

SPECIALE GRB 190114C: INTERVISTA A STEFANO COVINO

Quelle pagliuzze blu negli occhi di Magic

Mai prima di Grb 190114C un telescopio Cherenkov era riuscito a “vedere” un gamma-ray burst. Perché è così difficile? E come mai, il 14 gennaio scorso, Magic ci è finalmente riuscito? Lo abbiamo chiesto a Stefano Covino, ricercatore all’Inaf di Brera e membro della collaborazione Magic

SPECIALE GRB 190114C: INTERVISTA A SERGIO CAMPANA

Grb 190114C minuto per minuto

Quella di Grb 190114C è stata ciò che gli astrofisici chiamano un’osservazione multibanda. Nel senso che il fenomeno è stato osservato a tutte le frequenze possibili. Questo grazie al coinvolgimento di numerosi telescopi, da terra e dallo spazio. Proviamo a ricostruirne le fasi salienti insieme a Sergio Campana dell’Inaf di Brera

SPECIALE GRB 190114C: INTERVISTA A LARA NAVA

La stele di Rosetta dei lampi gamma

La rilevazione di un gamma-ray burst con i telescopi Cherenkov ha importanti ripercussioni per l’astrofisica delle alte energie e per comprensione dei processi all’origine di questi fenomeni. Processi come, per esempio, l’effetto Compton inverso, spiega a Media Inaf Lara Nava, ricercatrice all’Inaf di Brera

COME ASCOLTARNE LA SINFONIA CON LE ONDE GRAVITAZIONALI

A caccia di buchi neri di massa intermedia

Una nuova ricerca pubblicata su Nature Astronomy, guidata dall’astrofisico Karan Jani della Vanderbilt University, prevede che sarà presto possibile trovare buchi neri di massa intermedia tramite l’osservazione di onde gravitazionali. L’osservazione di questi buchi neri, a metà tra buchi neri supermassicci e buchi neri stellari, permetterebbe di colmare il gap di conoscenza attuale

LA NASA RIELABORA I DATI DELLA MISSIONE CONCLUSA NEL 2017

Lisa Pathfinder raccoglie le briciole delle comete

Analizzando i dati raccolti – tra il 2015 e il 2017, a un milione e mezzo di km dalla Terra – dal precursore tecnologico dell’Esa per la rilevazione delle onde gravitazionali, un team di ricercatori della Nasa ha individuato 54 impatti da parte di micrometeoroidi. Il risultato, pubblicato su ApJ, aiuta a capire l’origine e la distribuzione della polvere cosmica anche in zone relativamente lontane dalla Terra

ALMA STUDIA LA NASCITA DELLE STELLE MASSICCE

ll passato violento della Grande Nube di Magellano

Osservazioni compiute con Alma nella regione attorno alla nebulosa Papillon nella Grande Nube di Magellano hanno mostrato, per la prima volta, la presenza di numerosi filamenti di gas molecolari e alcune protostelle massicce del tutto sconosciute. Molto probabilmente si tratta del risultato della collisione di nubi di gas, come conseguenza dell’interazione mareale fra la Grande e la Piccola Nube di Magellano avvenuta circa 200 milioni di anni fa