ALMENO 25 MILIARDESIMI DI MILIARDESIMI DI GAUSS

Campi magnetici primordiali nei vuoti cosmici

Un team internazionale, con la partecipazione di Inaf, Infn e Asi, ha rilevato nuove evidenze dell’esistenza di campi magnetici primordiali nei vuoti cosmici. Paolo Da Vela (Inaf Bologna): «I nostri risultati rappresentano un nuovo record per l’intensità minima che i campi magnetici cosmologici dovrebbero avere». Lo studio è stato pubblicato oggi su Physical Review D

IN ATTESA DELLE DUE MISSIONI DELLA NASA E DELL’ESA DIRETTE SU EUROPA

Nello Utah, geyser come su Europa

Nel deserto orientale dello Utah, getti di acqua fredda saturata di anidride carbonica emergono dal sottosuolo tra bolle, spruzzi e schiuma. Questi geyser, noti come “soda pop geysers”, rappresentano un nuovo modello terrestre per studiare le eruzioni a getto osservate sui mondi oceanici del Sistema solare esterno. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Astrobiology

TREDICIMILA ORE DI OSSERVAZIONI E 18,6 PETABYTE DI DATI

Con Lofar la più grande mappa radio del cielo

Con circa 13,7 milioni di radiosorgenti identificate, il catalogo LoTss-Dr3 è il più completo censimento mai effettuato dei buchi neri supermassicci in fase di accrescimento e segna un nuovo traguardo per la radioastronomia. I dati in via di pubblicazione su Astronomy & Astrophysics

TUTTI I DETTAGLI SU THE PLANETARY SCIENCE JOURNAL

Anche la Luna trema

La prima mappa globale delle “small mare ridges”, piccole creste nei mari lunari prodotte dall’attività tettonica della Luna, rivela che queste strutture sono geologicamente recenti, distribuite a livello globale nei mari lunari e formate da faglie con radici poco profonde. L’analisi ha consentito anche di stilare un nuovo inventario dei possibili epicentri dei terremoti lunari superficiali

POTREBBERO OFFRIRE UN’ALTERNATIVA SOSTENIBILE ANCHE QUI SULLA TERRA

Funghi e batteri, minatori spaziali d’eccezione

Un esperimento condotto sulla Stazione spaziale mostra come funghi della specie Penicillium simplicissimum e batteri della specie Sphingomonas desiccabilis riescano a estrarre gli elementi dalle rocce. Ne parliamo con Rosa Santomartino della Cornell University, prima autrice dello studio uscito su npj Microgravity che riporta i risultati

UN APPROCCIO BAYESIANO ALLA RICERCA DI TECNOFIRME

Per cercare E.T. meglio guardare lontano

Per oltre mezzo secolo gli scienziati hanno scrutato l’universo in cerca di tracce di tecnologie extraterrestri. Uno studio condotto da Claudio Grimaldi dell’Epfl affronta ora l’argomento in modo probabilistico partendo da una domanda: se i segnali alieni hanno già raggiunto la Terra senza che ce ne accorgessimo, cosa dovremmo realisticamente aspettarci di rilevare oggi?

L’ITALIA È ALLA GUIDA DEL TEAM CHE HA COMPIUTO LA SELEZIONE

Le 290mila stelle dove Plato cercherà una Terra 2.0

Svelata la “mappa del tesoro” per trovare il pianeta gemello della Terra. È un’area del cielo australe di circa 2200 gradi quadrati nella quale si trovano quasi trecentomila stelle potenzialmente adatte a ospitare mondi simili al nostro. Giampaolo Piotto (Università di Padova): «Senza questo elenco, Plato non saprebbe dove cercare esopianeti analoghi alla Terra»