A chi somiglia quel Grb? Te lo dice l’algoritmo
Messo a punto da un team di studenti del primo anno dell’università di Copenhagen, un programma di intelligenza artificiale, partendo dai dati del telescopio spaziale Swift, è giunto autonomamente alla conclusione che i lampi di raggi gamma sono classificabili in due grandi gruppi: quelli lunghi e quelli corti. Proprio come dicono gli astrofisici. Mal “lui” è anche in grado di classificarli tutti
Galleggiando in un mare di plasma
Stellina dispettosa sfila la corona a un buco nero
Un team di ricercatori guidato dall’astrofisico romano Claudio Ricci, oggi in Cile all’Università Diego Portales di Santiago, ha osservato per la prima volta la corona di un buco nero supermassiccio scomparire nell’arco di appena 40 giorni, per poi riapparire nei due anni successivi. A innescare la drastica trasformazione potrebbe essere stata la collisione con una stella
Scambio d‘identità per 28 buchi neri supermassicci
Grazie a diversi telescopi, gli astronomi hanno scoperto che dietro a oggetti apparentemente comuni si cela in realtà una delle popolazioni di buchi neri più ricercate in assoluto, quella dei buchi neri “fortemente oscurati”. La vera identità di questi buchi neri supermassicci sta aiutando a risolvere un mistero che ha avvolto l’astrofisica per lungo tempo: il fondo di raggi X. Tra gli autori, Roberto Gilli dell’Inaf di Bologna. Tutti i dettagli su ApJ
Hope for launch
La missione Al Amal – Hope – degli Emirati Arabi Uniti è pronta al lancio. Inizialmente programmato per martedì scorso, è stato posticipato alle 23:58 ora italiana di domenica 19 luglio a causa delle condizioni atmosferiche sfavorevoli nel sito preposto, l’isola giapponese di Tanegashima. Nell’articolo andiamo a conoscere le caratteristiche strumentali e gli obiettivi scientifici della missione






