STUDIA DUE ESOPIANETI E NE SCOPRE UN TERZO DAVVERO SUI GENERIS

Tripletta di mondi per il telescopio spaziale Cheops

Quando si dice “non c’è due senza tre”. Mentre studiava due esopianeti intorno a una stella brillante non lontana da noi, il satellite Cheops dell’Esa ha individuato il terzo pianeta del sistema mentre passava davanti alla stella. Questo transito rivela preziosi dettagli su un pianeta che i ricercatori definiscono senza precedenti

SORGE ALLE CANARIE, MA È INTERAMENTE DI PROPRIETÀ DELL’INAF

Festa grande sulla Isla Bonita per i 25 anni del Tng

Inaugurato il 29 giugno 1996, il Telescopio nazionale Galileo dell’Inaf compie domani 25 anni. Un quarto di secolo nel corso del quale il più grande telescopio interamente italiano al mondo (ha uno specchio primario da 3.58 metri di diametro) ha contribuito a numerose scoperte, pubblicate in 1.150 articoli scientifici

A 13700 ANNI LUCE DA NOI

La nursery stellare di Sofia

È una enorme bolla di plasma in espansione, situata all’interno della nebulosa Rcw49, uno dei vivai stellari più prolifici della nostra galassia. Grazie ai dati del “telescopio volante” Sofia della Nasa, combinati a quelli ottenuti da altre osservazioni in tutto lo spettro elettromagnetico, un team di ricercatori guidati dall’Università del Maryland l’ha studiata in dettaglio, producendo una vista 3D della massa gassosa, identificando cosa l’ha creata e la fonte di energia che ne guida l’espansione, e riuscendo a discriminare il suo guscio esterno, in cui è stata rilevata formazione stellare

NUMERO DI DOMANDE QUASI TRIPLICATE DALL’ULTIMA CALL

L’Esa recluta nuovi astronauti: i primi numeri

Si è chiuso il 18 giugno il bando dell’Esa per il reclutamento di nuovi astronauti, 12 anni dopo il precedente. Qui le prime statistiche sul numero di applicanti, i paesi di origine e la distribuzione per genere

ATTORNO A STELLE MASSICCE I DISCHI PROTOPLANETARI HANNO PIÙ INTERRUZIONI

Stella massiccia? Attenzione, pianeti giganti in zona

Più una stella è massiccia più è probabile trovare delle interruzioni all’interno del suo disco protoplanetario, indicando la presenza di pianeti giganti gassosi. È il risultato di un nuovo studio che ha osservato più di 500 stelle giovani con il telescopio andino Alma

DESCRITTE IN UNO STUDIO DELLA RICE UNIVERSITY

Radio aurore da “ascoltare” al buio

In un recente articolo pubblicato su The Astrophysical Journal Letters un team di ricercatori della Rice University descrive un modo per determinare meglio quali esopianeti hanno maggiori probabilità di produrre segnali radio da eso-aurore, permettendo di ottenere informazioni più accurate sulle loro magnetosfere. Secondo lo studio, agli attuali modelli utilizzati per simulare l’emissione radio aurorale andrebbe aggiunta l’emissione radio del lato notturno, che incrementerebbe il segnale radio finale di un ordine di grandezza

I DETTAGLI PUBBLICATI SU APJ LETTERS

Come nascono i buchi neri supermassicci

Un nuovo studio teorico propone un modello alternativo per spiegare come sia possibile formare i buchi neri supermassicci osservati nell’universo primordiale: un alone di materia oscura auto-interagente sperimenta l’instabilità gravotermica e la sua regione centrale collassa nel seme di un buco nero. Tale processo, sarebbe inoltre accelerato dalla presenza di materia barionica