DATI RACCOLTI CON HUBBLE, TESS, SWIFT E I TELESCOPI DI LAS CUMBRES

Una giovane stella ci svela l’infanzia del Sole

Un team di astronomi dell’Università di Boston ha individuato un punto caldo (hot spot) dalla forma asimmetrica sulla superficie di una stella in formazione, Gm Aur, a 450 anni luce da noi. L’osservazione della luce nelle varie lunghezze d’onda conferma i modelli teorici relativi ai flussi di gas magnetizzati che trasportano le particelle provenienti dal disco protoplanetario. Lo studio, pubblicato su Nature, potrebbe fornire nuove informazioni sull’aspetto del Sole nella sua “infanzia” e sulla formazione del Sistema solare

1 LUGLIO 1946 – 5 SETTEMBRE 2011

Ricordo di Angioletta Coradini

Dieci anni fa – il 5 settembre 2011 – ci lasciava a soli 65 anni Angioletta Coradini, una fra le protagoniste delle scienze planetarie in Italia e nel mondo, responsabile scientifica di alcuni fra gli strumenti più importanti a bordo di missioni spaziali come Cassini, Rosetta, Dawn e Juno. La ricorda oggi su Media Inaf il direttore dell’Inaf Iaps di Roma Fabrizio Capaccioni

SUOI TRE NUOVI TOPONIMI SUI CINQUE APPROVATI IL MESE SCORSO DALLA IAU

Piscinas su Marte, grazie a Melissa Mirino

Dal 25 agosto scorso cinque strutture geologiche di Marte hanno un nuovo nome: Arago Dorsa, Piscinas, Piscinas Serpentes, Cantabras Serpens e Cantabras Dorsum. A proporre i nomi di tre delle cinque caratteristiche superficiali è stata una giovane ricercatrice italiana attualmente alla Open University (Uk), la geologa planetaria Melissa Mirino. L’abbiamo intervistata

LE IMMAGINI SONO DEL PRIMO SETTEMBRE, ARRIVANO DALLA CRESTA CITADELLE

Perseverance ha raccolto il suo primo campione

Secondo tentativo andato a buon fine per il rover della Nasa Perseverance, che questa volta sceglie la roccia giusta per il suo primo campionamento di terreno marziano. C’è attesa per le immagini dettagliate del campione. Ne parliamo con Teresa Fornaro, ricercatrice all’Inaf di Firenze e unica italiana tra i 13 participating scientist della missione

EMISSIONE AMPLIFICATA FINO A 300 VOLTE DA UNA LENTE GRAVITAZIONALE

Così vicini, così lontani: due buchi neri a raggi X

Sfruttando una lente gravitazionale, il telescopio per raggi X Chandra della Nasa è riuscito a vedere un sistema formato da una coppia di buchi neri supermassicci molto vicini fra loro – li separano appena 650 anni luce – situati a un’enorme distanza spaziotemporale da noi, là dove l’universo aveva solo due miliardi di anni. Fra gli autori dello studio, pubblicato su The Astrophysical Journal, Cristiana Spingola dell’Istituto nazionale di astrofisica

SI CHIAMA WISE 1534-1043 E POTREBBE AVERE QUASI 13 MILIARDI DI ANNI

The Accident, nana bruna di veneranda età

Un nuovo studio condotto da un team di ricercatori del Caltech di Pasadena, in California, indica che nella nostra galassia potrebbero esserci più nane brune di quanto si pensasse. A suggerirlo sono i dati delle osservazioni di follow-up di Wise1534-1043, una nana bruna dalle caratteristiche uniche, trovata per caso e soprannominata dal suo scopritore, il citizen scientist Dan Caselden, “The Accident” – “l’Incidente”

OSSERVATI IL PERCORSO E LA COMPOSIZIONE DEI FLUSSI IN USCITA DA MRK 1486

Così le galassie inquinano l’ambiente circostante

Il materiale che entra in una galassia, costituito principalmente da idrogeno ed elio, è diverso da quello che ne esce, riversato nel cosmo principalmente dalle supernove e molto più “impuro”, in quanto ricco di elementi pesanti. Grazie alla vista “di taglio” offerta da una galassia a circa 500 milioni di anni luce da noi e al telescopio Keck delle Hawaii, un team guidato da Alex Cameron e Deanne Fisher di Astro 3D è riuscito ora a dare una conferma diretta di questo processo anche per una galassia diversa dalla nostra