La cometa K1 si frantuma sotto gli occhi di Hubble
Scontro planetario nella costellazione della Poppa
Osservato un raro evento di collisione planetaria attorno a una stella simile al Sole, Gaia20ehk. Lo studio, condotto da due ricercatori della University of Washington, potrebbe aiutare a comprendere meglio come si formano i sistemi simili a quello Terra-Luna. Il risultato è riportato in un articolo pubblicato su The Astrophysical Journal Letters
Lavori in corso nella Piccola Nube di Magellano
A seguito di una collisione catastrofica, avvenuta qualche centinaia di milioni di anni fa, con il disco della Grande Nube di Magellano, la sua “sorella minore” ha subito pesanti trasformazioni: stelle e gas hanno smesso di ruotare ordinatamente attorno al centro, spiega uno studio guidato dall’Università dell’Arizona, e la forma stessa della piccola galassia è mutata
PicII-503, una rara stella di seconda generazione
Scoperta nella galassia nana ultradebole Pictor II, la stella PicII-503 contiene meno ferro di qualsiasi altra stella mai osservata al di fuori della Via Lattea, pur presentando un’estrema sovrabbondanza di carbonio. Si tratta del primo esempio inequivocabile di arricchimento chimico da parte delle prime stelle dell’universo all’interno di un ambiente primordiale. Tutti i dettagli su Nature Astronomy
Ultra soffice, ultra misterioso, avvolto nella foschia
Analizzando i dati raccolti con Jwst, un team di ricercatori della Penn State ha cercato di spiegare la strana natura del pianeta “super-puff” Kepler-51d, avvolto da uno strato di foschia tra i più spessi mai osservati, al punto da rendere impegnativo rilevare gli elementi chimici presenti nella sua atmosfera così come qualsiasi altro indizio che potrebbe spiegarne la formazione
Crateri come finestre sull’origine di Psyche
A due secoli dalla scoperta, nuove simulazioni sull’asteroide 16 Psyche suggeriscono che la sua struttura interna potrebbe essere svelata studiando i crateri sulla sua superficie, e che la porosità del corpo svolga un ruolo cruciale nell’impatto. Lo studio, guidato dal Lunar and Planetary Laboratory dell’Università dell’Arizona, è stato pubblicato la scorsa settimana su Jgr Planets






