REGISTRATE LE FLUTTUAZIONI NEL CAMPO GRAVITAZIONALE

Com’è profonda la Grande Macchia Rossa

Due studi appena pubblicati su Science, basati entrambi su dati ottenuti con la sonda Juno, offrono – attraverso metodi complementari – stime sulla profondità dell’iconico vortice di Giove. Uno dei due è riuscito a “spingersi” fino a 500 km avvalendosi delle misure di gravità. Abbiamo intervistato la prima autrice, Marzia Parisi, ricercatrice romana oggi in California, al Jet Propulsion Laboratory della Nasa

SUPERATO IL TALLONE D’ACHILLE DEL BARREN PLATEAU

Primi passi verso l’intelligenza artificiale quantistica

Una nuova ricerca condotta da un team del Los Alamos National Laboratory dimostra che le Quantum Convolutional Neural Networks (Qcnn) non presentano il problema del Barren Plateau. Secondo Nicolò Parmiggiani (Inaf), i due teoremi dimostrati nello studio uscito su Physical Review X sono molto importanti per garantire l’applicabilità delle Qcnn e per il futuro delle reti neurali quantistiche

SE CONFERMATO POLVERIZZEREBBE OGNI RECORD DI DISTANZA

Possibile pianeta extragalattico in M51

È grande come Saturno. Orbita ogni 70 anni attorno a una binaria X a 28 milioni di anni luce da noi, nella Galassia Vortice. Gli indizi della sua esistenza arrivano dalle misure compiute con i telescopi spaziali Chandra e Xmm-Newton per raggi X, e se confermato sarebbe il primo pianeta mai scoperto al di fuori della nostra galassia

GRAZIE ALL’UTILIZZO COMBINATO DEI DATI DI TESS, EXPRES E CHARA

Zoom su Epsilon Eridani, alla ricerca della Terra 2.0

Un team internazionale di ricercatori ha sviluppato una nuova tecnica basata sull’utilizzo combinato di dati provenienti da telescopi terrestri e spaziali, per riuscire a distinguere i segnali provenienti da stelle da quelli provenienti da pianeti in orbita intorno a quelle stelle. Il metodo verrà applicato anche a una serie di osservazioni interferometriche per visualizzare direttamente la superficie di una stella. Lo studio è in corso di pubblicazione su ApJ

LA COLLABORAZIONE EUROPEA EPTA SI AVVICINA ALL’OBIETTIVO

Sulle tracce delle onde gravitazionali ultrabasse

Analizzato in dettaglio un segnale promettente che potrebbe essere dovuto al cosiddetto fondo di onde gravitazionali prodotto dall’energia gravitazionale rilasciata da coppie di buchi neri supermassicci in reciproco avvicinamento. Lo studio, a cui hanno partecipato anche ricercatrici e ricercatori dell’Inaf, rappresenta un passo avanti sulla strada della rivelazione di onde gravitazionali di frequenza molto bassa, dell’ordine di un miliardesimo di Hertz.

È DALLE COLLISIONI TRA STELLE DI NEUTRONI CHE SI ORIGINANO GLI ELEMENTI PIÙ PESANTI

Le “miniere d’oro” dell’universo

Un gruppo di tre ricercatori del Mit e dell’Università del New Hampshire ha scoperto che le fusioni di stelle di neutroni potrebbero generare da 2 a 100 volte più metalli pesanti rispetto alle fusioni tra stelle di neutroni e buchi neri. La stima deriva dall’analisi di quattro fusioni di oggetti compatti osservate con Ligo e Virgo e si riferisce agli ultimi 2.5 miliardi di anni. Tutti i dettagli su ApJ Letters

TUTTI I DETTAGLI SU ASTRONOMY AND ASTROPHYSICS

Un proto-ammasso di galassie prodigioso

Lo studio, guidato da Mari Polletta dell’Istituto nazionale di astrofisica e basato su osservazioni effettuate con il Large Binocular Telescope, ha scoperto un proto-ammasso di galassie proprio grazie al suo tasso di formazione stellare sorprendente rispetto a quanto previsto dalle simulazioni cosmologiche