LO STUDIO È IN USCITA SU EARTH & PLANETARY SCIENCE LETTERS

Micrometeoriti, sulla Terra 5200 tonnellate all’anno

Un programma condotto per quasi 20 anni da scienziati di istituti di ricerca francesi, in collaborazione con la base antartica franco-italiana Concordia a Dome C, ha determinato il flusso di micrometeoriti – con diametro da poche decine a centinaia di micron – che giunge ogni anno sul nostro pianeta. Grazie ai campioni di neve purissimi raccolti a circa due metri di profondità, gli scienziati hanno stimato l’ammontare in massa di queste polveri su tutta la superficie terrestre

SOTTO L’OCCHIO DI SENTINEL-2, SENTINEL-3 E SENTINEL-5P

Le sentinelle spaziali che osservano l’Etna

Gli strumenti della missione Copernicus dell’Esa, a bordo di tre diversi satelliti in orbita attorno alla Terra, hanno acquisito immagini delle più recenti e potenti eruzioni dell’Etna, il vulcano più attivo d’Europa. Le immagini prodotte mostrano l’intensità degli episodi eruttivi, noti come parossismi

REVIEW PUBBLICATA OGGI SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

La storia dell’acqua nel cosmo, secondo Herschel

Dalle nubi interstellari ai pianeti abitabili: un nuovo studio passa in rassegna tutto quello che si è scoperto sul ruolo dell’acqua nell’universo grazie all’osservatorio spaziale Herschel. Il lavoro, a cura di un team internazionale a cui hanno partecipato ricercatrici e ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica, sarà un riferimento importante in questo campo di ricerca per i prossimi vent’anni

LO STUDIO È IN USCITA SU THE ASTRONOMICAL JOURNAL

Nane brune, scoperto un trio da record

Utilizzando i dati di archivio del telescopio spaziale Spitzer, e grazie a osservazioni di follow-up condotte con i telescopi Gemini North e Magellano, un team di astronomi guidato dalla Western University ha scoperto le nane brune più veloci mai conosciute. Il loro periodo, circa un giro all’ora, potrebbe essere vicino al limite di rotazione di questi corpi

OGGI SU ”GEOLOGY” L’ARTICOLO CHE RIPORTA LA SCOPERTA

Marte: l’acqua non scomparve una sola volta

Il viaggio di Curiosity lungo le pendici del monte marziano Sharp, nel cratere di Gale, ha portato all’osservazione di un dettaglio che rivoluzionerebbe le conoscenze sulla transizione da pianeta umido ad arido avvenuta circa 3.5 miliardi di anni fa: il rover Nasa ha identificato prove di un’alternanza – non dunque di un passaggio netto – fra le due condizioni per alcuni milioni di anni. Media Inaf ha intervistato il primo autore dello studio, il ricercatore francese William Rapin

POTREBBERO DIVENTARE BUCHI NERI SUPERMASSICCI BINARI

Due coppie di quasar per Hubble

Utilizzando dati ottenuti dal satellite Gaia, dalla Sloan Digital Sky Survey e dal telescopio spaziale Hubble, un team di astronomi ha identificato due coppie di quasar – distanti circa 10 miliardi di anni luce dalla Terra – nelle quali i quasar distano l’uno dall’altro appena diecimila anni luce, il che li rende più vicini tra loro di qualsiasi altra coppia di quasar remoti scoperta sinora. Tutti i dettagli su Nature Astronomy

LO STUDIO PUBBLICATO SU NATURE

Esopianeta migrato, lo rivela la sua atmosfera

Mai prima d’ora era stata studiata con un simile livello di dettaglio la composizione chimica dell’atmosfera di un pianeta extrasolare. Grazie a osservazioni con il Telescopio nazionale Galileo e a un’innovativa analisi dei dati, un team internazionale a guida dell’Inaf ha rivelato simultaneamente per la prima volta la presenza di sei specie chimiche nell’atmosfera di un esopianeta, il gigante gassoso caldo Hd 209458b: acqua, monossido di carbonio, acido cianidrico, metano, ammoniaca e acetilene. La presenza di tali molecole indica che l’atmosfera dell’esopianeta è più ricca di carbonio che di ossigeno: ciò suggerisce che Hd 209458b si sia formato a grandi distanze dalla sua stella e sia poi migrato verso di essa