I BUCHI NERI PRIMORDIALI SONO I NUOVI CANDIDATI PER LA MATERIA OSCURA

Quando sono “apparsi” i primi buchi neri?

Un nuovo modello alternativo che tenta di spiegare la nascita e l’evoluzione dell’universo prevede che i buchi neri primordiali siano di fatto quella che gli scienziati chiamano materia oscura. Secondo Nico Cappelluti, associato Inaf, «il nostro studio mostra che, senza introdurre nuove particelle o una nuova fisica, possiamo risolvere i misteri della moderna cosmologia, dalla natura della materia oscura stessa all’origine dei buchi neri supermassicci»

SVELATE UTILIZZANDO I DATI PRODOTTI DAL SATELLITE DELL’ESA GAIA

Antiche strutture ai confini della Via Lattea

Un team internazionale di ricercatori guidati dall’Università di Tokyo ha scoperto la presenza di numerose strutture filamentose fino a ora sconosciute sul bordo della nostra galassia: residui stellari che potrebbero far nuova luce sulla sua formazione ed evoluzione. I risultati sono stati pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

OSSERVATE NELL’AMMASSO DI GALASSIE RBS 797

Chandra e le sue cavità

Grazie al telescopio orbitale Chandra della Nasa, un gruppo di ricerca guidato da studiosi dell’Università di Bologna e dell’Inaf ha individuato per la prima volta due coppie di cavità, o bolle, formate nel gas caldo di un ammasso di galassie, generate forse dall’azione di due buchi neri supermassicci uniti in un’orbita ravvicinata

LO STUDIO È STATO PUBBLICATO SU NATURE

I segreti del kripton nel mantello profondo

In base ai risultati di uno studio dell’Università della California, Davis, il kripton presente nel mantello terrestre raccolto in due punti caldi del pianeta – in Islanda e nelle isole Galapagos – rivela un quadro più chiaro di come si è formata la Terra, indicando che gli elementi volatili essenziali devono essere giunti sul nostro pianeta nelle prime fasi della sua formazione, prima dell’impatto dal quale si è formata la Luna

OBIETTIVO? BASSE FREQUENZE E BASSE TEMPERATURE INSIEME

Il primo Prin è un prototipo per l’Einstein Telescope

Il Mur ha reso pubblica questa settimana la graduatoria dei Prin, i progetti scientifici di rilevante interesse nazionale. In vetta alla classifica per il settore delle scienze dell’universo c’è il progetto “Low-frequency Versus Cryogenics for ET”, presentato dal fisico della Sapienza Ettore Majorana

A FONDO NEL PAESAGGIO DEL PIANETA NANO

Cuore di ghiaccio a scaglie geometriche su Plutone

Sputnik Planitia, uno dei crateri più grandi presenti sulla superficie di Plutone, è popolato da strutture di ghiaccio d’azoto dalle forme poligonali. Come si sono formate? Lo spiega uno studio condotto da un team di ricercatori inglesi e francesi che, con sofisticate tecniche di modellazione e simulazioni numeriche, ha completato il puzzle proposto nel 2015 dalla sonda spaziale New Horizons. Tutti i dettagli su Nature

ENTRO VENERDÌ 17 LA CONFERMA. SERVIRANNO POI 200 GIORNI PER I PRIMI DATI

Contrattempo per Jwst: pare sia di facile soluzione

Il rinvio della data di lancio del telescopio spaziale James Webb, del quale abbiamo dato notizia ieri, potrebbe essere dovuto a un problema di cavi. «Al 99 per cento è un problema di interfaccia di facile risoluzione, c’è una grande quantità di cavi coinvolti», ha detto Stefano Bianchi, responsabile dei Programmi di volo dell’Esa, durante un incontro con la stampa