COME “BOMBE“ A MICROFUSIONE. TUTTI I DETTAGLI SU NATURE

Così esplodono le micronove, piccole ma potenti

Un gruppo di astronomi, con l’aiuto del Very Large Telescope (Vlt) dell’Eso, ha osservato un nuovo tipo di esplosione stellare: una micronova. Queste esplosioni si verificano sulla superficie di alcune stelle e ciascuna può bruciare in poche ore materiale stellare pari a circa 3,5 miliardi di Grandi Piramidi di Giza. Con il commento di Domitilla De Martino dell’Inaf di Napoli

SI PENSAVA FOSSE UN MONDO CON TRE SOLI. ORA LO STUDIO È STATO RITIRATO

Il primo pianeta di Sphere? Non era un pianeta

Ritenuto inizialmente un esopianeta, l’oggetto HD 131399Ab, individuato nel 2016 con lo strumento Sphere al Vtl dell’Eso, si è rivelato essere un falso positivo: in realtà era una stella sullo sfondo. La vicenda si è ora conclusa con la ritrattazione dell’articolo su Science da parte del team che aveva firmato la scoperta. Con un commento di Silvano Desidera dell’Inaf di Padova

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE COMMUNICATIONS

Nel ghiaccio di Europa, come in Groenlandia

Osservazioni effettuate da IceBridge della Nasa della calotta glaciale in Groenlandia hanno rivelato sacche d’acqua sotto a formazioni superficiali molto simili a quelle che solcano Europa, la luna di Giove. Se anche sulla luna ghiacciata fossero presenti queste sacche d’acqua poco profonde, all’interno del guscio ghiacciato potrebbero esserci le condizioni di abitabilità necessarie alla vita extraterrestre

UN ALTRO PASSO AVANTI PER IL TELESCOPIO ESA DEDICATO ALL’UNIVERSO OSCURO

Euclid, assemblati “occhi” e “cervello”

Il mese scorso sono state integrate con successo a Torino, presso l’azienda Thales Alenia Space, le due parti principali della navicella spaziale Euclid: il modulo di payload (o di carico) per il trasporto degli strumenti scientifici e il modulo di servizio di supporto. Nelle prossime settimane verranno montati i pannelli solari e lo schermo parasole, poi Euclid sarà testato nella sua configurazione completa

L’ARTICOLO SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Non si sta così male, nella periferia della Via Lattea

In un prossimo futuro la definizione di zona abitabile galattica potrebbe essere modificata per ampliarsi anche a regioni più esterne della nostra galassia. Questo perché sarà necessario considerare non solo la metallicità, ovvero l’abbondanza di elementi più pesanti dell’elio, ma anche la capacità del gas e della polvere interstellari di formare molecole organiche. Lo dicono i risultati di uno studio guidato da ricercatori e ricercatrici dell’Istituto nazionale di astrofisica

ESPERIMENTO DI REAZIONE RAPIDA CONDOTTO AL TNG DAL CONSORZIO NEOROCKS

Identikit in 48 ore d’un asteroide near-Earth

Nome in codice “scopri-e-caratterizza”, è la sequenza di procedure necessarie per arrivare alla caratterizzazione di un asteroide near-Earth appena scoperto. Un test condotto dal consorzio Neorocks a inizio aprile al Telescopio nazionale Galileo è riuscito a caratterizzare l’asteroide 2022 GC1 in meno di 48 ore dalla sua scoperta. Lo racconta oggi su Media Inaf una delle ricercatrici del progetto, Elena Mazzotta Epifani dell’Inaf di Roma

«SONO MOLTO MENO GIGANTI DI QUANTO CI ASPETTIAMO»

Giganti “snelle”, un nuovo tipo di stelle

Scoperto un nuovo tipo di giganti rosse, meno massicce del previsto. Analizzando i dati di archivio della missione Kepler della Nasa ne sono state trovate 40. Sono stelle che devono aver subito una considerevole perdita di peso a causa della presenza di una vorace vicina. La scoperta rappresenta un importante passo avanti verso la comprensione della vita delle stelle nella Via Lattea