STUDIA I GETTI EMESSI DALLE REGIONI CENTRALI DEI SISTEMI BINARI

Premio L’Oréal-Unesco a Maria Cristina Baglio

Questa settimana L’Oréal Italia ha annunciato le sei vincitrici della ventiquattresima edizione italiana del premio “Young Talents Italia” bandito da L’Oréal Italia Unesco per le donne e la scienza. La gara è stata durissima: la giuria ha selezionato fra oltre quattrocento candidature le sei ricercatrici alle quali assegnare il premio da ventimila euro, e tra queste c’è anche Maria Cristina Baglio dell’Inaf di Brera

OSSERVATI CON LO STRUMENTO HAWC+ A BORDO DI SOFIA

Binari magnetici per la nascita delle stelle

Nuove osservazioni della regione DR21, una delle più attive culle stellari della Via Lattea, mostrano che i campi magnetici guidano il flusso di materia verso le zone dove stanno nascendo stelle massicce. Il risultato, ottenuto da un team guidato dal Mit e del quale fanno parte anche due ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica, aiuta a comprendere uno dei processi fondamentali della formazione stellare

COMPATTO E COMPLANARE: FORMAZIONE PLANETARIA AL LIMITE

Sistema planetario modellato da una nana bruna

Un team internazionale, con oltre dieci istituti coinvolti e una forte partecipazione dell’Inaf, ha caratterizzato Toi-201 c, la nana bruna transitante con il periodo più lungo per cui sia stata misurata la massa. Lo studio, pubblicato oggi su Nature, rivela un sistema compatto e complanare in cui la presenza di un oggetto massiccio ed eccentrico ridefinisce i confini di stabilità dei pianeti interni

L’ANALISI SPETTRALE RIVELA LA DISTRUZIONE PLANETARIA

Stella ingorda tradita dal litio

C’è il forte sospetto che una stella a oltre milletrecento anni luce dalla Terra possa aver divorato uno dei suoi pianeti. A tradirla non è stata un’osservazione diretta dell’evento, ma una firma chimica impressa nella sua atmosfera: come un’autopsia fornisce indizi sull’ultimo pasto consumato, l’anomala abbondanza di litio rilevata dagli astronomi è ritenuta la conseguenza d’un banchetto planetario

UN’ALTERNATIVA AI BUCHI NERI?

Così nasce una gravastar

Il collasso di una stella massiccia non porta necessariamente alla formazione di un buco nero. Due fisici teorici hanno trovato una soluzione alle equazioni della relatività generale di Einstein che descrive la possibile nascita di una gravastar. Durante il collasso, si formerebbe un mini-universo la cui espansione, guidata dall’energia oscura, contrasterebbe la gravità, dando origine a un oggetto ultracompatto e stabile

IL LAVORO PUBBLICATO SU MONTHLY NOTICES OF THE ASTRONOMICAL SOCIETY

Osservato il carburante delle prime galassie

Scoperto grazie ai dati del Vla e di Alma un enorme serbatoio di gas molecolare freddo, il “carburante” per la nascita stellare, nella galassia Rebels-25, risalente ad appena 700 milioni di anni dopo il Big Bang. Si tratta della rilevazione di questo tipo più distante mai realizzata, un risultato che spiega come le prime galassie siano riuscite a crescere così rapidamente nell’universo primordiale

CRISI SCONGIURATA PER IL MODELLO COSMOLOGICO STANDARD

Espansione accelerata, arriva una nuova conferma

Individuando alcuni errori metodologici in uno studio dello scorso novembre che – suggerendo fosse in corso un rallentamento nell’espansione dell’universo – sembrava mettere in crisi il modello cosmologico standard, un nuovo articolo pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society conferma che l’espansione del cosmo sta accelerando. Fra gli autori, i premi Nobel Adam Riess e Brian Schmidt