Getti relativistici di materia mai visti così lontano
Sono stati osservati – per la prima volta a distanza così grande – i getti di materia espulsi dai poli di un buco nero supermassiccio a velocità relativistiche. Il fenomeno, chiamato “jetted-tidal disruption event”, è stato seguito da oltre venti telescopi da terra e dallo spazio. Abbiamo intervistato l’astrofisico che ha guidato la scoperta – pubblicata oggi su Nature: Igor Andreoni, originario di Bergamo e ora negli Stati Uniti, all’Università del Maryland
Pasto per buco nero al termine dell’universo
Osservato a distanza record – mai così lontano prima d’ora – e per la prima volta anche in banda ottica un buco nero supermassiccio intento a consumare una stella vicina ed emettere un getto quasi alla velocità della luce. Allo studio, pubblicato oggi in due articoli su Nature e Nature Astronomy, hanno preso parte anche ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica
Scoperti due nuovi minerali in un meteorite
In un meteorite di 15 tonnellate trovato in Somalia, un team di ricercatori ha scoperto almeno due nuovi minerali mai visti prima sulla Terra. Sono stati chiamati elaliite ed elkinstantonite. Il primo prende il nome dal meteorite stesso – soprannominato meteorite “El Ali” perché rinvenuto nei pressi della città di El Ali – mentre il secondo è stato chiamato così in onore di Lindy Elkins-Tanton
Una fondazione per aiutare l’Università di Kharkiv
Un gruppo di sostenitori ucraini e stranieri ha dato vita a una fondazione per sostenere l’Università Karazin di Kharkiv, in Ucraina, con la quale l’Istituto nazionale di astrofisica ha sottoscritto già da qualche anno un accordo di collaborazione. Di cosa si occuperà? E qual è la situazione che si stanno trovando ad affrontare oggi i colleghi astronomi che lavorano – o lavoravano – a Kharkiv? Lo abbiamo chiesto al direttore scientifico dell’Inaf, Filippo Zerbi
Pismis 26, un ammasso nel cuore della Galassia
Questo scintillante raggruppamento di stelle è Pismis 26, un ammasso globulare a circa 23mila anni luce di distanza, localizzato nel bulge della Via Lattea. Gli astronomi hanno utilizzato il telescopio spaziale Hubble per determinare l’arrossamento, l’età e la metallicità dell’ammasso. Le stelle di Pismis 26 hanno un’elevata metallicità e l’età stimata dell’ammasso è risultata essere di 12 miliardi di anni
Mille supernove classificate con la A.I.
Gli astronomi del Caltech hanno utilizzato un algoritmo di apprendimento automatico per classificare mille supernove in modo completamente automatico. L’algoritmo è stato applicato ai dati acquisiti dalla Zwicky Transient Facility (Ztf), una survey astronomica del cielo che utilizza una fotocamera avanzata presso l’Osservatorio Palomar del Caltech






