A RISCHIO UNA FINESTRA DELLA RADIOASTRONOMIA

Lofar conferma emissioni involontarie da satelliti

Lofar ha dimostrato che i satelliti possono emettere involontariamente onde radio che interferiscono con le osservazioni dei radiotelescopi. È fondamentale per il settore astronomico collaborare con l’industria per superare questi problemi e per la International Telecommunications Union stabilire una regolamentazione per il controllo di questa emissione. Con un commento di Pietro Bolli di Inaf

ENTRAMBI IN COLLABORAZIONE CON L’ISTITUTO NAZIONALE DI ASTROFISICA

Due podcast astronomici sotto il sole di luglio

Il primo si chiama “Lo stato del futuro”, special guest Sandro Bardelli, promette “un’indagine approfondita sul futuro dell’universo e della nostra civiltà” ed è disponibile su Spotify da oggi, venerdì 7 luglio. E da lunedì scorso è su Spreaker il primo episodio di un altro podcast, questa volta su “I radiotelescopi di Medicina”, anch’esso con ospiti astronomi Inaf. Buon ascolto

PUBBLICATO SU MONTHLY NOTICES OF THE ROYAL ASTRONOMICAL SOCIETY

Jwst e le super fabbriche di polveri stellari

Scovate daI telescopio spaziale James Webb grandi quantità di polvere nei getti di due supernove di tipo II a 22 milioni di anni luce da noi. Lo studio cerca di indagare sull’origine della polvere cosmica che ha formato i pianeti e l’Universo primordiale, e la grande massa trovata nelle due supernove supporta la teoria secondo cui queste hanno avuto un ruolo chiave nella produzione di polvere nell’universo primordiale

INTERVISTA AL PRIMO AUTORE ALDO BONOMO

A caccia di giganti freddi con Harps-N

Sfruttando le potenzialità dello spettrografo Harps-N al Tng, un gruppo di esperti a guida Inaf ha scovato cinque gioviani freddi in tre sistemi planetari: due di questi erano già noti, mentre tre sono nuove scoperte. Il gruppo ha utilizzato il metodo delle velocità radiali per cercare pianeti giganti gassosi freddi in quasi quaranta sistemi già noti per ospitare super-Terre e sub-Nettuniani. A cosa serve questa survey? Anche a studiare l’origine dei pianeti del Sistema solare

QUANDO L’OBLIQUITÀ ARRIVA A 35 GRADI, IL GHIACCIO POTREBBE SCIOGLIERSI

Marte, in attesa d’acqua liquida

Uno studio pubblicato su Science sostiene che, quando l’asse di rotazione di Marte si inclina a circa 35 gradi, la sua atmosfera diventa abbastanza densa da consentire al ghiaccio di sciogliersi ed erodere i canaloni che solcano le pendici dei crateri da impatto. Questo, secondo gli autori, si è probabilmente verificato ripetutamente negli ultimi milioni di anni, con l’evento più recente circa 630mila anni fa

IN ATTESA DI ANALIZZARE I DATI RACCOLTI DA PARKER SOLAR PROBE

Avvertimenti energetici dal Sole

Un forte brillamento solare è stato identificato e immortalato nella notte del 3 luglio dal Solar Dynamics Observatory, e visto anche da Parker Solar Probe. Si tratta di un evento significativo, ma non eccezionale: ne seguiranno altri, infatti, perché la nostra stella si sta avvicinando al picco di attività del ciclo corrente. Con un commento di Daniele Telloni dell’Inaf di Torino

ANELLI DEI DISCHI PROTOPLANETARI COME LUOGHI DI FORMAZIONE DI PIANETI

Formazione a sandwich per i piccoli pianeti

Un team di ricercatori dell’Università di Warwick ha sviluppato una nuova interessante ipotesi su come potrebbero formarsi i pianeti di piccole dimensioni. Il team ha mostrato come due pianeti di dimensioni maggiori nel disco protoplanetario possano potenzialmente dare origine a un pianeta più piccolo tra di loro, definendo il processo “formazione a sandwich”