ANDREA MERLONI: “PER L’ASTRONOMIA A RAGGI X SI TRATTA DI NUMERI DA CAPOGIRO”

Settecentomila buchi neri nel cielo di eRosita

Nei soli primi sei mesi di osservazione, il telescopio per le alte energie eRosita ha collezionato, nell’intervallo di energia al quale è più sensibile, ben 170 milioni di fotoni X: una cifra record. E ha scoperto più sorgenti di raggi X di quante ne fossero state individuate nei precedenti 60 anni di storia dell’astronomia X. Tutti dati ora disposizione della comunità scientifica mondiale

LO STUDIO SU NATURE COMMUNICATIONS

La chimica di Winchcombe, senza trattamenti

Grazie a nuovo approccio metodologico, un team guidato dall’Università di Münster ha analizzato, per la prima volta senza alcun trattamento chimico, gli aminoacidi extraterrestri e altri composti organici in un campione della meteorite Winchcombe. I risultati, pubblicati su Nature communications, confermano la presenza di molecole prebiotiche

FRA LE IMMAGINI INVIATE, UNA “CUCCIOLATA” DI SASSI

Sulla Luna a testa in giù

Illuminato dalla luce del Sole sul lato in cui sono presenti i pannelli solari, il lander Slim della Jaxa è infine riuscito a ricaricare le batterie. E nonostante la posizione decisamente anomala nella quale si trova adagiato sul suolo lunare, è stato possibile riattivarlo, ristabilire i contatti e avviare il programma scientifico. Da oggi è di nuovo a riposo, ma pronto a riattivarsi se sopravviverà alle due settimane di notte lunare

IL CIELO DEL MESE DI FEBBRAIO 2024

Mostri marini in agguato

I primi giorni di questo mese sono ottimi per osservare il cielo. Allontanandosi dalle luci cittadine si può andare alla ricerca delle belle costellazioni che questo periodo ci offre, comprese quelle più trascurate. Mentre la cometa 144P / Kushida solcherà il cielo in corrispondenza dell’ammasso delle Iadi, possiamo godere di un panorama celeste romantico. E poi, su Telegram, un’imperdibile novità per gli amanti del cielo stellato: “Notturno Inaf”

I TDE VANNO CERCATI ANCHE NELL’INFRAROSSO

A tavola con diciotto buchi neri

Ovunque nel cielo stanno avendo luogo eventi di distruzione mareale. Si possono vedere, certo, ma bisogna sapere come cercarli. Un gruppo di scienziati del Mit ha capito che guardando nell’infrarosso se ne riescono a trovare molti di più rispetto alle sole osservazioni nel visibile e nei raggi X, grazie alla polvere che circonda i buchi neri e che emette radiazione in seguito al riscaldamento indotto dai loro banchetti. I dettagli su ApJ

PUBBLICATA SU SCIENCE ADVANCES

Antico lago marziano, la conferma da Perseverance

Misure radar dei sedimenti del cratere Jezero e del delta del suo fiume, effettuate dal rover Perseverance della Nasa, hanno confermato l’esistenza in passato di un ambiente lacustre, e hanno permesso di ricostruire la storia geologica della regione, caratterizzata da un’alternanza di depositi ed erosioni che hanno seguito i cambiamenti climatici del pianeta

TRA LE AREE A RISCHIO IL SITO DI ATTERRAGGIO DELLA MISSIONE ARTEMIS III

Nei dati di Lro, l’inquietudine sismica della Luna

Secondo un nuovo studio basato sui dati raccolti dal Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, il polo sud lunare presenta aree soggette a frane e instabilità superficiali. La caratterizzazione delle faglie tettoniche e della sismicità di questa regione suggeriscono la probabile insorgenza in futuro di lunamoti superficiali che potrebbero rappresentare un potenziale pericolo per la futura esplorazione robotica e umana del satellite naturale