I DETTAGLI SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Il passato burrascoso delle galassie quiescenti

Un gruppo di ricercatori ha studiato la relazione che intercorre fra le galassie massicce quiescenti e le galassie polverose che formano stelle. Utilizzando un modello semi-analitico, si è scoperto che le prime discenderebbero quasi sempre dalle seconde. Cruciali sarebbero le collisioni fra galassie e l’azione di un buco nero supermassiccio, che renderebbero una galassia “sterile” nel giro di un miliardo di anni

TUTTI I DETTAGLI SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Quelle nane rosse che mancano all’appello

Tra le nane rosse c’è un significativo deficit di astri in corrispondenza di una massa ben definita, pari a circa il 35 per cento di quella del Sole. Lo conferma uno studio guidato dall’Inaf e dallo Stsci che, grazie ai dati di Euclid, hanno osservato questo ‘gap’ per la prima volta in un antico ammasso di stelle. La scoperta permette di sondare gli interni stellari e di misurarne con precisione la distanza

LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

Astronomia multimessenger, entra in squadra Ctao

Se nel corso del prossimo run per l’osservazione di eventi di onde gravitazionali accadrà nuovamente di poter assistere alla fusione di due stelle di neutroni, fra i telescopi che raccoglieranno dati ci saranno anche quelli per altissime energie del Cherenkov Telescope Array Observatory. Ne parliamo con il coordinatore del Ctao-Gw team, Antonio Stamerra, astrofisico all’Inaf di Roma

ALLO STUDIO HA PRESO PARTE ANCHE LORENZO PINO DELL’INAF DI ARCETRI

Campi magnetici controvento

Grazie ai telescopi Vlt dell’Eso e Gemini Nord, sono emerse per la prima volta prove osservative solide della presenza di campi magnetici negli esopianeti. Analizzando i venti atmosferici di sette pianeti giganti gassosi, un team di ricercatori ha scoperto che i pianeti più caldi presentano venti più lenti, un effetto spiegabile solo dall’azione di campi magnetici. Lo studio è stato pubblicato oggi su Nature Astronomy

UNA NUOVA “BILANCIA” PER MONDI IN FORMAZIONE

Pesare i pianeti neonati con gli anelli di polvere

I risultati di una nuova ricerca, pubblicati la scorsa settimana su ApJ, mostrano che le caratteristiche geometriche e fisiche degli anelli di polvere nei dischi protoplanetari possono fungere da “bilancia” per determinare la massa dei pianeti ancora in fase di formazione, offrendo così un metodo alternativo rispetto all’analisi dei gap orbitali. Ecco di che cosa si tratta

STUDIO SU CAMPIONI LUNARI RACCOLTI NEL 2020

Il vetro da impatto racconta la Luna

Due studi complementari sul vetro da impatto di Chang’e-5 decifrano l’evoluzione della superficie lunare, dalla separazione dei silicati alla formazione di ferro metallico nanometrico. I risultati – pubblicati il primo nel 2025 su Journal of Geophysical Research: Planets e il secondo la settimana scorsa su Pnas – offrono anche nuove chiavi di lettura per l’esplorazione futura e lo sfruttamento delle risorse lunari

LA SCOPERTA GRAZIE AI DATI RACCOLTI DALLE ANTENNE DI ASKAP

Segnali radio da una variabile cataclismica

Identificata per la prima volta con certezza una sorgente all’origine di quelli che gli astronomi chiamano Tlp, o transienti a lungo periodo. Si tratta di Askap J1745−5051, una stella binaria formata da una nana bianca in fase di accrescimento e dalla sua stella compagna. Orbitando una attorno all’altra in circa novanta minuti, emettono impulsi radio e X a intervalli regolari. Lo studio oggi su Nature Astronomy