A Giovanni Bignami il Premio De Sica
ISON non ce l’ha fatta
“Comet ISON is gone”. “La cometa ISON se n’è andata”. Questo il laconico commento dell’ESA ieri sera sulla cometa, parzialmente corretto stamattina. Le ultime riprese della sonda ESA/NASA SoHO hanno infatti evidenziato che forse non tutto il nucleo della cometa è andato distrutto. Ma è ben poca cosa, come commenta Gian Paolo Tozzi (INAF): “Sono sopravvissuti solo grani piuttosto grossi di polveri non vaporizzati che proseguono la loro traiettoria. Ormai alla ISON possiamo dirgli addio”.
Una nuova finestra sull’Universo violento
Nel 2028 previsto il lancio di un sofisticatissimo osservatorio orbitante nei raggi X. L’obiettivo è indagare i fenomeni più energetici che avvengono nell’universo: plasma caldo negli ammassi di galassie e nei filamenti cosmologici, buchi neri, lampi gamma, fino alle prime stelle supermassicce formatesi 150 milioni di anni dal Big Bang. Determinante nel progetto il ruolo di INAF, ASI e Università italiane.
Curiosity di nuovo in attività
Inseguendo il buco nero medio
Due gruppi di ricerca sono andati alla caccia dei buchi neri di massa intermedia che potrebbero essere all’origine delle sorgenti X ultraluminose. Dai risultati, ottenuti soprattutto grazie al satellite NuSTAR, emergono invece buchi neri “borderline”: piuttosto obesi per essere considerati piccoli, ma di massa insufficiente per entrare a pieno titolo nella categoria dei pesi medi.






