CONCENTRAZIONI GIA’ RILEVATE DA MARS EXPRESS

Metano su Marte, non c’è da stupirsi

La presenza di picchi di concentrazione di metano su Marte non è una novità, spiega a Media INAF Enrico Flamini coordinatore scientifico dell’ASI, già nel 2004 con la sonda dell’ESA Mars Express, grazie allo strumento PFS guidato da Vittorio Formisano dell’INAF, si riscontrarono concentrazioni di metano in alcune parti della superficie marziana. Si esclude però l’origine vulcanica e i colpevoli restano solo due: geofisica o biologica?

ITALIANO IL CONVERTITORE DI NEUTRONI

Spiral 2, il nucleare senza criticità

Lo strumento, ideato e progettato ai Laboratori Nazionali di Legnaro è stato realizzato dalla Strumenti Scientifici CINEL di Vigonza (Padova), una piccola impresa locale tecnologicamente qualificata nel settore della ricerca scientifica

L’IMMAGINE DELL’ESO

Messier 47 è sempre più blu

Questo giovane ammasso aperto è dominato da una spolverata di stelle blu brillanti ma contiene anche alcune stelle molto diverse, rosse e giganti. Non è sempre stato facile da identificare, anche perché è uno degli ammassi aperti meno densamente popolati

IL CONTEST DI MESSENGER

Mercurio: toto-nomi per cinque crateri

Il team del MESSENGER Education and Public Outreach lancia una gara creativa per stabilire i nomi di cinque grandi crateri da impatto individuati dalla sonda NASA su Mercurio: per partecipare c’è tempo fino al 15 gennaio 2015

CON FABIOLA GIANOTTI E RICCARDO BARBIERI

La particella di Dio? Va in onda sul canale 50

Arriva anche in Italia, mercoledì sera su LaEffe, il film-documentario sui primi anni di LHC, dal 2008 alla scoperta del bosone di Higgs, interpretato dagli stessi ricercatori del CERN. Media INAF ha intervistato l’ideatore e produttore della pellicola, David Kaplan, fisico teorico alla Johns Hopkins

ALLA RICERCA DEI CASI PIU’ ESTREMI

Mondi alieni deformati

Secondo un gruppo di ricercatori americani, ben presto gli astronomi potrebbero essere in grado di identificare quei pianeti rocciosi di tipo terrestre che sono deformati dalla forza di gravità dovuta alla stella ospite. Gli scienziati, guidati da Prabal Saxena della George Mason University descrivono come rivelare questi mondi esotici su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

ONDE D’URTO PROVOCATE DAL SOLE

Lo tsunami spaziale che ha colpito Voyager 1

Si verificano quando la nostra stella madre emette un’espulsione di massa coronale, buttando fuori una grande quantità di plasma magnetico dalla sua superficie. Quella registrata a febbraio è l’onda d’urto più longeva mai studiata da Voyager e gli effetti si avvertono ancora oggi